"The Akram Tree", documentario diretto da Francesco Cabras e Alberto Molinari, ha trionfato al Dhaka Film Festival che si è svolto in Bangladesh in questi giorni.
Il film è "un viaggio nel mondo personale e professionale del ballerino e coreografo anglo-bangladese Akram Khan. 'La mia intelligenza è nel mio corpo' dice lo stesso Akram, un corpo fatto di osservazioni acute della realtà, di leggende, e di lavoro incessante qui rappresentato da 'Gnosis', una pièce realizzata insieme ad altri sette artisti scovati appositamente in differenti parti del mondo. Tradizioni e sperimentazioni da India, Giappone, Pakistan, Inghilterra, Egitto, Iraq e Bangladesh si adoperano per creare un'opera tesa tra danza classica kathak e danza contemporanea. Il documentario ritrae la storia di questa peculiare avventura umana e artistica trascendendo spesso la narrazione a vantaggio di uno sguardo visionario influenzato dal luogo in cui è stato girato: la città avveniristica e contraddittoria di Abu Dhabi con i suoi dintorni desertici e metafisici."
Il documentario (a cui ho collaborato con alcune riprese e montaggio aggiuntivi) è stato girato quasi interamente con delle Canon EOS 5D MkII, ben corredate da un ampio parco di ottiche.
L'attesa è finita: Canon ha presentato oggi a Hollywood il camcorder EOS C300, concorrente diretto della Sony PMW-F3, insieme ad una linea di nuove lenti con attacco EF pensate per il cinema.
Ecco le caratteristiche principali: sensore Super 35mm, files in formato MXF con compressione MPEG2 Full HD 422 (MPEG2 422@HL), registrazione su schede Compact Flash, possibilità di montare tutte le lenti di tipo Canon EF (ma c'è anche una versione EOS C300 PL per chi vuole montare ottiche con attacco PL), uscita HD-SDI, frame rate variabile da 1 a 60 fps.
Il camcorder Canon EOS C300 dovrebbe uscire sul mercato a gennaio 2012 ad un prezzo di circa 16.000 $; chissà se è prevista anche una versione più economica, magari in AVCHD. Vedremo!
Da giugno scorso su canonrumors.com si sono fatte sempre più insistenti le voci che preannunciano la prossima attesissima uscita di 2 nuovi camcorders Canon, in risposta ai modelli sfornati negli ultimi 12 mesi da Panasonic (AF100) e Sony (FS100 e PMW-F3). I due camcorders (di fascia alta, sui 10.000 $ secondo i rumors) dovrebbero adottare il codec XF a 50 Mb/s già presente sulla Canon XF300, utilizzerebbero schede Compact Flash come supporto di registrazione e si distingerebbero per la possibilità di montare l'uno ottiche EF e l'altro ottiche con attacco PL. Il sensore dovrebbe essere di taglia APS-C (come quello della 7D) o Super 35mmm come quello presente sui modelli Sony. Nel giro di un mese sapremo se i fatti daranno ragione alle voci: la data prescelta per la presentazione dei nuovi modelli dovrebbe essere il 3 Novembre 2011.
"Mario Melazzini è un medico di successo di 44 anni che nel 2002 si ammala di SLA: si scrive “Sclerosi Laterale Amiotrofica”, si legge “morte in 5 anni”. I muscoli pian piano si paralizzano e si perde la capacità di camminare, deglutire, parlare, respirare. Fino alla paralisi totale e la morte. Mario allontana tutti e vuole il suicidio assistito, ma prima del giorno stabilito si fa “la” domanda: “è questo che voglio davvero?” Torna indietro confuso e si ritira sulle sue Alpi. Lassù succede qualcosa tra la sua anima e la bellezza delle montagne. Allora riprende in mano la sua vita e fa una cosa impossibile, cioè normale: vive. Fino a ideare e costruire con i suoi amici il “Nemo”, centro clinico all’avanguardia per le malattie neuro-degenerative presso l’ospedale Niguarda a Milano. Il documentario racconta 7 giorni e 7 notti qualunque della sua vita di medico che grazie al dolore della malattia si è riscoperto uomo: i giorni vissuti sempre di corsa tra il lavoro in reparto con i suoi "compagni di malattia" e i continui viaggi per andare dai suoi amici; le notti invece offrono brevi flash dalla sua “cuccia” (ovvero il suo letto), dove Mario riflette sulla sua vita quotidiana, racconta la sua storia, progetta il suo futuro. «Anche con limiti enormi, io sono ancora il protagonista della mia vita. Perché quando scopri di avere una malattia inguaribile, pensi che la tua vita sia finita. Invece, con una malattia inguaribile fai strane scoperte. Per esempio: arrendersi non serve a niente; la vera malattia è nell’anima; la vita è bella (non solo nei film, anche nella vita). E d’inguaribile c’è soltanto la mia voglia di vivere»."
Riporto stralci di una nota diffusa da Giuseppe Corrado, presidente del circuito The Space, che motiva così la decisione di distribuire nelle proprie sale solo la versione 2D di 'Kung Fu Panda 2':
"Per ‘Kung Fu Panda 2’ in 3D Universal voleva imporci il prezzo fisso di 10 euro per ogni entrata (oltre ai 2 euro che facciamo pagare a parte per gli occhiali che il cliente può riutilizzare per tutte le successive visioni 3D).(...) Il 3D ha esaurito nel corso del 2010 il suo compito principale e cioè di accelerare la digitalizzazione delle sale da parte degli esercenti. Oggi il 3D non rappresenta più un vero valore aggiunto del film e la differenza reale di qualità e suggestione della versione 3D dei film non è più sufficiente allo spettatore per riconoscere un premium di prezzo troppo elevato. Le ricerche ci confermano che il 3D rappresenta un modo diverso di usufruire della visione del film non un modo migliore. Pertanto oltre al costo dell'occhiale non si può pretendere dallo spettatore un prezzo di box office troppo elevato. The Space Cinema non vuole disattendere i propri spettatori e non accetterà mai sul proprio circuito una condizione di prezzo di box office imposta dalla casa distributrice del film. Il prezzo al pubblico è una liberalità dell'esercente e non può essere imposto da chi distribuisce i film".
E' arrivata sul mercato italiano la Sony NEX-FS100, che grazie al sensore Super 35mm può essere considerata la sorella minore della più costosa XDCAM EX PMW-F3. Ho avuto modo di fare qualche test, purtroppo limitato perché avevo a disposizione solo l'ottica fornita nel kit, uno zoom Sony 18-200mm F3.5-6.3, che non consente di sfruttare sul serio i vantaggi di un sensore di queste dimensioni, soprattutto in termini di profondità di campo. Le prime impressioni sono positive: il corpo, molto squadrato nell'aspetto, si rivela ben bilanciato e consente di utilizzare agevolmente la macchina a mano (almeno montando un obiettivo di questo peso o simile). L'attacco per gli obiettivi è di tipo E-mount, ma è disponibile anche un adattatore per ottiche PL, mentre dovremo aspettare la fine dell'estate per poter montare ottiche Canon, Nikon, ecc. Se si utilizzano i settaggi standard le immagini sono meno sature e contrastate rispetto a quelle prodotte dalle reflex Canon, con il vantaggio d'altra parte di salvare più informazione sia alle alte sia alle basse luci, in modo da avere più margini per un'elaborazione successiva.
Il problema del rolling shutter è presente, ma decisamente ridotto rispetto, per esempio, alla 7D, come potete vedere nel breve video che segue.
Grazie alle funzioni zebra e peaking è possibile essere adeguatamente assistiti nell'esposizione e nella messa a fuoco. La loupe applicabile all'LCD, per quanto poco entusiasmante dal punto di vista estetico, si rivela molto utile nell'utilizzo in esterna (tra l'altro si riesce ad usare molto bene anche senza togliere gli occhiali, a differenza di altre loupe). I controlli dell'audio, posti in alto sul retro della macchina, forse potrebbero essere più comodi. Mancano purtroppo i filtri ND, che sarebbero stati certamente graditi da molti filmakers. Per la registrazione è presente uno slot per una sola scheda (in alternativa SD o Memory Stick Pro Duo), ma si può anche montare un hard disk (opzionale) da 128 Gb, con la possibilità di registrare in contemporanea su hard disk e scheda. L'uscita HDMI 4:2:2 permette poi di utilizzare altri recorder esterni per bypassare la compressione AVCHD.
Un fedele lettore di questo blog mi ha segnalato un problema riscontrato con la sua HDSLR Sony, che riporto volentieri:
"Come lessi a suo tempo a proposito del surriscaldamento della tua Canon 7d in ripresa video, così scopro in questi giorno d'uso di una Sony alpha 55 tal limite. Sembra un fatto accertato da Sony nello scorso settembre, ma celato ai più dietro ad usi intensi della macchina e all'abbinamento con lo stabilizzatore. Dalle prove fatte non è così, in registrazione continua non si va comunque oltre un 7/8 minuti di registrazione video. Non solo, la macchina si blocca (surriscalda), anche in riprese non continue, ad intervalli irregolari di ripresa. Nella tempistica comune per la scelta di inquadratura e quant'altro.
Come rivelato all'ultimo NAB di Las Vegas, Canon e Technicolor hanno sviluppato insieme una serie di impostazioni che ottimizzano il range dinamico dei video realizzati con le reflex HDSLR. Il concetto di base è: registro immagini meno contrastate in modo da non perdere informazioni né sulle alte né sulle basse luci, poi con una LUT (Look-Up Table) appropriata rimetto le cose a posto in postproduzione, col vantaggio di avere molta più informazione a disposizione se devo sottoporre le immagini ad una color correction consistente. In attesa di provarlo, ecco il link per scaricare la documentazione e il profilo Cinestyle proposto da Tecnicolor per le reflex Canon.
“Io amo recitare, ma non sono propriamente un attore, il mio lavoro è fare il regista. Non essendo un attore tout court mi permetto il lusso di scegliere esclusivamente quello che mi interessa di più. Rispetto a Rasputin non potevo dire di no”. A parlare è Francesco Cabras, regista di documentari premiati in tutto il mondo (ho già scritto a suo tempo dello splendido “The Big Question”, diretto insieme ad Alberto Molinari), e il “lusso” di recitare in passato se l'è già preso con Mel Gibson (in “The Passion”) e con John Madden (ne “Il mandolino del capitano Corelli”) Adesso lo ritroviamo come attore protagonista del film “Rasputin” di Louis Nero, in uscita nelle sale il prossimo 8 aprile (la prima sarà a Roma al Nuovo Olimpia): “una ricostruzione storica a metà tra cronaca ed esperimento visivo delle ultime ore di vita e delle gesta del noto mistico russo”. Maggiori informazioni sul film, inclusi numerosi contenuti speciali, le trovate sul sito ufficiale.
Marco Gandolfo, nato a Chiavari, ma cresciuto a Sestri Levante, vive e lavora a Roma. Nel 1995 ha iniziato a collaborare con un’emittente locale e a realizzare i primi cortometraggi come regista e filmmaker a tutto tondo. Si è laureato in Ingegneria delle Telecomunicazioni nel 2002, con una tesi sull’elaborazione di sequenze video. Dopo la laurea ha lavorato come montatore per Sailing Channel. Nel 2003 è passato a Sky, dove è restato per più di 5 anni svolgendo i ruoli di cameraman e.n.g., mixer video e assistente alla regia. Nel 2008 ha curato riprese e montaggio del documentario "GREATER-defeating Aids" di E. Exitu, scelto da Spike Lee come miglior documentario del Babelgum Online Film Festival e insignito dell'Audience Award al New York Aids Film Festival.