Rome by night - my first test with Canon EOS 7D from Marco Gandolfo on Vimeo.
28.10.09
Reflex in the night
Dopo una lunga attesa, venerdì scorso mi è finalmente arrivata la Canon EOS 7D! Viste le mie precedenti esperienze con la 5D MKII, il giorno dopo ero già sul set di un videoclip diretto da Massimo Stella per mettere subito all'opera il nuovo gioiellino (in combinata con la Sony Xdcam EX1), con grande interesse di tutta la troupe. In attesa di vedere ultimato il montaggio del video, stasera ho inforcato moto e reflex ed ho fatto un giro a Trastevere per testare la 7D in condizioni di luce molto bassa. Ecco il test su Vimeo.
24.9.09
Oltre la convergenza: HDSLR
Circa un anno fa, con un post dal titolo "Tempo di convergenza?", avevo segnalato il lancio di alcune fotocamere reflex in grado di registrare video a definizione Full HD 1920x1080. In particolare Canon con la 5D MarkII sembrava voler conquistare i filmmakers rendendo disponibili su un prodotto dal prezzo accessibile delle caratteristiche fino quel momento mai viste sui camcorder, a partire dal sensore "full frame" in grado di far impallidire i CCD da 2/3" o peggio ancora da 1/2" e 1/3" montati sulle videocamere. L'impressione generale daltronde era di trovarsi davanti a poco più di un prototipo, interessante per gli esperimenti o per qualche ripresa particolare, ma non per un utilizzo "vero".
Dopo un solo anno, congetture e supposizioni sono state spazzate via dalla realtà: limiti pur "pesanti" come i 30 fps (invece dei 25 fps europei) ed un'ergonomia poco adatta alle riprese in movimento non hanno arrestato i filmmakers, sono nati workshops e festival interamente dedicati al nuovo standard di ripresa, battezzato HDSLR.
Qualche esempio? Dopo il "precursore" Vincent Laforet è stato sicuramente Philip Bloom a guadagnarsi il ruolo di riferimento nel mondo delle "reflex ibride", pubblicando quasi quotidianamente sul suo blog filmati ed aggiornamenti tecnici prima sulla Canon 5D MKII, poi sulla Lumix GH1 ed ora sulla neonata Canon 7D (che regala finalmente un frame rate di 25 fps).
In Italia tra i primissimi pionieri dell'HDSLR ci sono stati Francesco Cabras ed Alberto Molinari di Ganga Film: in primavera hanno girato una serie di documentari per la regione Sardegna mescolando le immagini ottenute dalla 5D MKII (ben corredata di obiettivi Leica e Nikon) con altre in HDV, quindi, totalmente conquistati dal nuovo gioellino, hanno lasciato le loro "vecchie" XL H1 a casa e sono partiti per il Sudan per realizzare due spot pubblicitari per la compagnia telefonica sudafricana MTN, girati interamente con la 5D MKII (potete vederne uno qui, purtroppo in una copia molto compressa che non rende giustizia all'originale, ma comunque utile per capire che cosa si può fare oggi con una reflex "ibrida"). Dopo avermi fatto vedere i risultati Alberto ha esclamato: "L'HDV? E chi lo usa più dopo aver visto questo?"

Un limite non da poco rimane in questo momento il tipo di file utilizzato (H264 a circa 40 Mb/s per le Canon, AVCHD a 17 Mb/s per la Lumix), con un rapporto di compressione importante, ma voci di corridoio in questi giorni hanno fatto circolare la notizia che Canon starebbe lavorando ad un modulo aggiuntivo in grado di registrare in formato sRAW... il pensiero dei filmmakers corre subito ad un altro "mostro" dei nostri giorni, la fantomatica Red One, che a questo punto dovrebbe cominciare a guardarsi le spalle. Guardate questo video, che confronta riprese fatte con la Lumix GH1, la Canon 5D MKII e la Red One. la sfida è appena cominciata!
In attesa di riparlarne su queste pagine, ecco un link assolutamente da tenere d'occhio: Planet 5D.
Dopo un solo anno, congetture e supposizioni sono state spazzate via dalla realtà: limiti pur "pesanti" come i 30 fps (invece dei 25 fps europei) ed un'ergonomia poco adatta alle riprese in movimento non hanno arrestato i filmmakers, sono nati workshops e festival interamente dedicati al nuovo standard di ripresa, battezzato HDSLR.
Qualche esempio? Dopo il "precursore" Vincent Laforet è stato sicuramente Philip Bloom a guadagnarsi il ruolo di riferimento nel mondo delle "reflex ibride", pubblicando quasi quotidianamente sul suo blog filmati ed aggiornamenti tecnici prima sulla Canon 5D MKII, poi sulla Lumix GH1 ed ora sulla neonata Canon 7D (che regala finalmente un frame rate di 25 fps).
In Italia tra i primissimi pionieri dell'HDSLR ci sono stati Francesco Cabras ed Alberto Molinari di Ganga Film: in primavera hanno girato una serie di documentari per la regione Sardegna mescolando le immagini ottenute dalla 5D MKII (ben corredata di obiettivi Leica e Nikon) con altre in HDV, quindi, totalmente conquistati dal nuovo gioellino, hanno lasciato le loro "vecchie" XL H1 a casa e sono partiti per il Sudan per realizzare due spot pubblicitari per la compagnia telefonica sudafricana MTN, girati interamente con la 5D MKII (potete vederne uno qui, purtroppo in una copia molto compressa che non rende giustizia all'originale, ma comunque utile per capire che cosa si può fare oggi con una reflex "ibrida"). Dopo avermi fatto vedere i risultati Alberto ha esclamato: "L'HDV? E chi lo usa più dopo aver visto questo?"

Un limite non da poco rimane in questo momento il tipo di file utilizzato (H264 a circa 40 Mb/s per le Canon, AVCHD a 17 Mb/s per la Lumix), con un rapporto di compressione importante, ma voci di corridoio in questi giorni hanno fatto circolare la notizia che Canon starebbe lavorando ad un modulo aggiuntivo in grado di registrare in formato sRAW... il pensiero dei filmmakers corre subito ad un altro "mostro" dei nostri giorni, la fantomatica Red One, che a questo punto dovrebbe cominciare a guardarsi le spalle. Guardate questo video, che confronta riprese fatte con la Lumix GH1, la Canon 5D MKII e la Red One. la sfida è appena cominciata!
Red One, Canon 5D Mk II, and Panasonic Lumix GH1 Footage Comparison from Birns and Sawyer on Vimeo.
In attesa di riparlarne su queste pagine, ecco un link assolutamente da tenere d'occhio: Planet 5D.
11.9.09
L'alba di una nuova era

L'edizione 2009 dell'IFA di Berlino ha avuto tra i grandi protagonisti il cinema 3D, che promette di debuttare a breve anche sul piccolo schermo. Ecco due articoli sulle ambizioni di Sony e Panasonic in proposito:
Sony promette il 3D nelle case per il prossimo anno
Panasonic: la rivoluzione 3D FullHd corre sui plasma
Qual è la situazione attuale? Ieri sono stato a vedere "L'era glaciale 3 - L'alba dei dinosauri" in 3D: nella sala prima dello spettacolo è subito scattata la mania del farsi la foto con gli speciali occhialini necessari per la visione del film (ovviamente neanch'io mi sono tirato indietro). Sorge spontanea la domanda: quanto ci metteremo ad abituarci alla nuova tecnologia? Nel film visto ieri sera l'uso della stereoscopia è sensibile, ma senza eccessi, per cui in poco tempo accetti la novità e riesci ad entrare nel fantastico mondo presentato senza pensare continuamente alla tecnica con cui è stato realizzato. Sia io sia i due amici con cui ero in sala verso la metà del film abbiamo iniziato ad avvertire un insolito senso di stanchezza: basterà prendere confidenza nel tempo con la nuova modalità di fruizione, oppure c'è ancora da lavorare per affinare la tecnologia ed evitare effetti collaterali?
Vista l'invasione di titoli in 3D che si prospetta nei prossimi mesi, le risposte non tarderanno ad arrivare.
8.8.09
Salvato da uno Zip!
"This project is unreadable or may be too new for this version of Final Cut", ecco il triste messaggio presentatomi da FCP qualche settimana fa all'apertura di un progetto. Ed io spiazzato a rispondergli: "Ma come?!? E' da mesi che mi scambio quotidianamente aggiornamenti di questo progetto sempre con la stessa persona, sono sicuro che abbiamo la stessa versione di Final Cut Pro (6.0.6), com'è possibile?"
Dopo una meticolosa ricerca sul web ho appurato che il problema si è presentato agli utenti più volte con le configurazioni più disparate, ma che nessuna ipotesi di soluzione era adatta al mio caso. Mi è venuto allora il dubbio che l'origine dell'errore fosse nel trasferimento via FTP del file di progetto, divenuto nel tempo piuttosto grande (280 MB), e l'ipotesi è stata confermata dal fatto che scambiandoci il file tramite chiavetta USB tutto è andato liscio. Ho pensato allora di alleggerire il trasferimento via FTP zippando il file di progetto ed ho scoperto due cose: 1) sui progetti di Final Cut la compressione in archivi ".zip" è estremamente efficace, per cui un file di 280 MB viene ridotto a circa 18 MB, con grande vantaggio per quanto riguarda i tempi di trasferimento; 2) il progetto in questo modo non si corrompe, per cui ora Final Cut lo apre senza problemi
Resta da capire per quali motivi un progetto di queste dimensioni può essere corrotto con il trasferimento FTP, ma probabilmente dipende dalle politiche di gestione dei files del server a cui mi appoggio (se poi qualcuno ha una spiegazione scientifica del fatto e vuole illuminarci, la sezione "commenti" è lì apposta).
Nell'attesa... w lo Zip!
Dopo una meticolosa ricerca sul web ho appurato che il problema si è presentato agli utenti più volte con le configurazioni più disparate, ma che nessuna ipotesi di soluzione era adatta al mio caso. Mi è venuto allora il dubbio che l'origine dell'errore fosse nel trasferimento via FTP del file di progetto, divenuto nel tempo piuttosto grande (280 MB), e l'ipotesi è stata confermata dal fatto che scambiandoci il file tramite chiavetta USB tutto è andato liscio. Ho pensato allora di alleggerire il trasferimento via FTP zippando il file di progetto ed ho scoperto due cose: 1) sui progetti di Final Cut la compressione in archivi ".zip" è estremamente efficace, per cui un file di 280 MB viene ridotto a circa 18 MB, con grande vantaggio per quanto riguarda i tempi di trasferimento; 2) il progetto in questo modo non si corrompe, per cui ora Final Cut lo apre senza problemi
Resta da capire per quali motivi un progetto di queste dimensioni può essere corrotto con il trasferimento FTP, ma probabilmente dipende dalle politiche di gestione dei files del server a cui mi appoggio (se poi qualcuno ha una spiegazione scientifica del fatto e vuole illuminarci, la sezione "commenti" è lì apposta).
Nell'attesa... w lo Zip!
2.7.09
Xdcam secondo JVC
Ho avuto ieri l'occasione di provare per qualche minuto la JVC GY-HM700E, videocamera spallare annnunciata in inverno ed arrivata sul nostro mercato in queste settimane. Con questo camcorder la casa giapponese abbandona il nastro ed intraprende con decisione la via della registrazione su memory card, scegliendo come supporti le schede SDHC (classe 6) o, in opzione, le SxS introdotte da Sony con la serie Xdcam Ex. E proprio con i modelli Sony di questa serie, in particolare con la PMW-EX3, va confrontata la nuova JVC.

La GY-HM700E, come la rivale Sony, ha due modalità di registrazione (HQ a 35 Mb/s e SP a 25 Mb/s). In modalità HQ è possibile registrare in Full HD 1920x1080 con scansione interlacciata o progressiva (24p, 25p, 30p o 50i, 60i), oltre che a risoluzioni inferiori (1440x1080 e 1280x720), ma sempre restando nel campo dell'alta definizione: non è prevista infatti la possibiltà di registrare clip Pal a 720x576. Per facilitare gli utenti di Final Cut Pro la GY-HM700 registra le clip su scheda SDHC come files Quicktime (.mov) che possono essere importati direttamente nel progetto di FCP senza bisogno di trascodifica; se invece si utilizza il modulo opzionale per la registrazione su schede SxS è possibile ottenere files ".mp4" uguali a quelli della PMW-EX3, supportati da diversi sistemi di editing non lineare. Di fatto quello che cambia tra mov e mp4 in questo caso è solo la "confezione", mentre il contenuto è identico dal punto di vista qualitativo (anche i files mov importati in FCP risultano utilizzare il codec Xdcam Ex 35Mb/s). Cosa cambia in termini di prestazioni? Le SDHC sono decisamente più economiche e più facili da reperire, ma richiedono più tempo per il trasferimento dei files sul computer. E' possibile anche utilizzare in contemporanea entrambe le schede, in modo da avere subito una copia di backup del girato. In realtà anche sulla PMW-EX3 si possono oggi utilizzare le SDHC con un opportuno adattatore (leggete qui).
Dal punto di vista delle specifiche tecniche la differenza principale tra Sony e JVC è negli "occhi": la PMW-EX3 ha sensori CMOS da 1/2" a definizione 1920x1080 reale, la GY-HM700 ha 3 CCD da 1/3" (non ho trovato dati sulla definizione reale dei sensori, ma dato che si parla di un sistema di Triplex Offset, va da se che la definizione reale dei singoli sensori sia più bassa del FullHD); ne consegue una certa differenza in termini di sensibilità alla luce e di profondità di campo.
La JVC è migliorata dal punto di vista del viewfinder e del monitor LCD, decisamente superiori ai precedenti, ma che ad un primo impatto mi sono sembrati ancora un gradino sotto al viewfinder della Ex3 (per quanto quest'ultimo sia un po' ingombrante).
La GY-HM700 poi è una spallare "vera", più lunga e pesante della PMW-EX3, caratteristica che sarà un vantaggio o uno svantaggio a seconda dei tipi di utilizzo e delle abitudini degli operatori. I comandi sono posizionati nei punti classici dei camcorder e.n.g., il menù è molto ricco: oltre a scegliere tra un profilo "normal" e due "cinema" (uno con colori più vivi, uno più desaturato), si può intervenire sui colori e sul nero (attenzione però ad utilizzare un monitor di riferimento affidabile!). E' inoltre presente una funzione che permette di ribaltare l'immagine, nel caso di utilizzo di adattatori low cost per ottiche 35mm.
Un vantaggio della GY-HM700 è senza dubbio il prezzo: costa più di 2000 euro in meno della concorrente Sony, è non è poco.
Personalmente la scelta che mi lascia più dubbi è quella dei sensori da 1/3", purtroppo molto diffusi oggi su questa fascia di mercato; un altro timore, che la accomuna alle Xdcam Ex di Sony, è il fatto che il codec a 35 Mb/s utilizzato è sì un po' meglio dell'HDV, ma è ancora molto compresso. Per il resto, tenuto conto delle offerte attuali del mercato su questa fascia, mi sembra un prodotto interessante.
Per approfondire il confronto vi consiglio di vedere le presentazioni fatte da Philip Bloom su entrambe le camere.
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La GY-HM700E, come la rivale Sony, ha due modalità di registrazione (HQ a 35 Mb/s e SP a 25 Mb/s). In modalità HQ è possibile registrare in Full HD 1920x1080 con scansione interlacciata o progressiva (24p, 25p, 30p o 50i, 60i), oltre che a risoluzioni inferiori (1440x1080 e 1280x720), ma sempre restando nel campo dell'alta definizione: non è prevista infatti la possibiltà di registrare clip Pal a 720x576. Per facilitare gli utenti di Final Cut Pro la GY-HM700 registra le clip su scheda SDHC come files Quicktime (.mov) che possono essere importati direttamente nel progetto di FCP senza bisogno di trascodifica; se invece si utilizza il modulo opzionale per la registrazione su schede SxS è possibile ottenere files ".mp4" uguali a quelli della PMW-EX3, supportati da diversi sistemi di editing non lineare. Di fatto quello che cambia tra mov e mp4 in questo caso è solo la "confezione", mentre il contenuto è identico dal punto di vista qualitativo (anche i files mov importati in FCP risultano utilizzare il codec Xdcam Ex 35Mb/s). Cosa cambia in termini di prestazioni? Le SDHC sono decisamente più economiche e più facili da reperire, ma richiedono più tempo per il trasferimento dei files sul computer. E' possibile anche utilizzare in contemporanea entrambe le schede, in modo da avere subito una copia di backup del girato. In realtà anche sulla PMW-EX3 si possono oggi utilizzare le SDHC con un opportuno adattatore (leggete qui).
Dal punto di vista delle specifiche tecniche la differenza principale tra Sony e JVC è negli "occhi": la PMW-EX3 ha sensori CMOS da 1/2" a definizione 1920x1080 reale, la GY-HM700 ha 3 CCD da 1/3" (non ho trovato dati sulla definizione reale dei sensori, ma dato che si parla di un sistema di Triplex Offset, va da se che la definizione reale dei singoli sensori sia più bassa del FullHD); ne consegue una certa differenza in termini di sensibilità alla luce e di profondità di campo.
La JVC è migliorata dal punto di vista del viewfinder e del monitor LCD, decisamente superiori ai precedenti, ma che ad un primo impatto mi sono sembrati ancora un gradino sotto al viewfinder della Ex3 (per quanto quest'ultimo sia un po' ingombrante).
La GY-HM700 poi è una spallare "vera", più lunga e pesante della PMW-EX3, caratteristica che sarà un vantaggio o uno svantaggio a seconda dei tipi di utilizzo e delle abitudini degli operatori. I comandi sono posizionati nei punti classici dei camcorder e.n.g., il menù è molto ricco: oltre a scegliere tra un profilo "normal" e due "cinema" (uno con colori più vivi, uno più desaturato), si può intervenire sui colori e sul nero (attenzione però ad utilizzare un monitor di riferimento affidabile!). E' inoltre presente una funzione che permette di ribaltare l'immagine, nel caso di utilizzo di adattatori low cost per ottiche 35mm.
Un vantaggio della GY-HM700 è senza dubbio il prezzo: costa più di 2000 euro in meno della concorrente Sony, è non è poco.
Personalmente la scelta che mi lascia più dubbi è quella dei sensori da 1/3", purtroppo molto diffusi oggi su questa fascia di mercato; un altro timore, che la accomuna alle Xdcam Ex di Sony, è il fatto che il codec a 35 Mb/s utilizzato è sì un po' meglio dell'HDV, ma è ancora molto compresso. Per il resto, tenuto conto delle offerte attuali del mercato su questa fascia, mi sembra un prodotto interessante.
Per approfondire il confronto vi consiglio di vedere le presentazioni fatte da Philip Bloom su entrambe le camere.
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28.6.09
Nastro e scheda: convivenza difficile?
In riferimento a quanto scritto nel post Prove sul campo: HVR-Z7, credo di aver capito il problema avuto con la clip lunga che Final Cut non riusciva ad importare. Quando la registrazione su nastro si interrompe a causa della fine del nastro stesso, la scheda Compact Flash continua a registrare. Quando si inserisce un nuovo nastro e si schiaccia nuovamente "rec", questo impulso viene trasferito anche al modulo HVR-MC1K, che però a differenza del nastro non si è interrotto; in apparenza tutto funziona correttamente, ma di fatto il nuovo comando "rec" disturba la registrazione su scheda CF (forse con una discontinuità sul timecode, ma è solo un'ipotesi) e la clip non viene importata da Final Cut. Dato che le clip lunghe vengono suddivise in più files dal registratore HVR-MC1K, è possibile cancellare dal Finder l'ultimo dei files associati ad una stessa clip e riprovare a fare l'importazione su FC, che questa volta dovrebbe riuscire a completare l'operazione. Infine bisogna acquisire da nastro la parte restante della clip corrispondente al file cancellato (che a questo punto dovrebbe essere abbastanza breve). Non è ancora la soluzione ottimale, ma almeno è un passo avanti per non dover riacquisire tutta la clip.
Il problema si è verificato utilizzando il registratore HVR-MC1K in abbinamento alla Sony HVR-Z1 collegata via firewire, non ho avuto ancora la possibilità di controllare se lo stesso accade anche con la HVR-Z7, progettata proprio per lavorare in simultanea con scheda CF e nastro.

Dopo 3 mesi di utilizzo intensivo della registrazione HDV su scheda Compact Flash ho sempre più l'impressione che il desiderio di poter contare sul backup su nastro sia legato più ad un bisogno psicologico che reale, e che questo porti più complicazioni che vantaggi. Una scheda CF da 32Gb può contenere fino a due ore e mezza di girato HDV, contro i 60 minuti della cassetta, questo implica che non c'è una corrispondenza 1:1 tra schede e nastri, il che rende piuttosto scomodo risalire ai nastri da impiegare, per esempio, in una batch capture, soprattutto su progetti con svariate ore di girato. Utilizzare un secondo hard disk sia per il backup sia per l'archiviazione del girato mi sembra la soluzione più efficace, basta un po' di attenzione. O mi sbaglio?
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Il problema si è verificato utilizzando il registratore HVR-MC1K in abbinamento alla Sony HVR-Z1 collegata via firewire, non ho avuto ancora la possibilità di controllare se lo stesso accade anche con la HVR-Z7, progettata proprio per lavorare in simultanea con scheda CF e nastro.

Dopo 3 mesi di utilizzo intensivo della registrazione HDV su scheda Compact Flash ho sempre più l'impressione che il desiderio di poter contare sul backup su nastro sia legato più ad un bisogno psicologico che reale, e che questo porti più complicazioni che vantaggi. Una scheda CF da 32Gb può contenere fino a due ore e mezza di girato HDV, contro i 60 minuti della cassetta, questo implica che non c'è una corrispondenza 1:1 tra schede e nastri, il che rende piuttosto scomodo risalire ai nastri da impiegare, per esempio, in una batch capture, soprattutto su progetti con svariate ore di girato. Utilizzare un secondo hard disk sia per il backup sia per l'archiviazione del girato mi sembra la soluzione più efficace, basta un po' di attenzione. O mi sbaglio?
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7.5.09
Enel Digital Contest: atto quinto
Si è svolta ieri alla Casa del Cinema di Roma la premiazione del quinto Enel Digital Contest, mi sarebbe piaciuto andare alla cerimonia per farvi un racconto più personale, ma ero alle prese con un montaggio urgente, quindi all'ultimo ho dovuto rinunciare. Vi riporto il comunicato stampa:
Roma, 7 maggio 2009 - Enel Digital Contest, il concorso internazionale per videomaker promosso da Enel e dall’Associazione Amici del Future Film Festival, ha festeggiato i vincitori della sua quinta edizione in una serata di gala alla presenza di un’autorevole giuria di esperti, guidata da Paolo Sorrentino.
Il celebre regista, da poco nominato presidente di giuria nella sezione “Un Certain Regard” del Festival del Cinema di Cannes, ha premiato gli autori del premio ex aequo per il miglior corto: Marco Cuccinello con il video “Control” e il gruppo Myse en Abyme con “Morse, ovvero piccoli rimedi domestici”. Il premio per la miglior idea creativa è andato a “Pneuma” di Luca De Vincentis, mentre al gruppo Gruppo B8 Production è stata assegnata la Menzione Speciale per il corto “The power of dreams”.
Enel Digital Contest ha rinnovato la sua attenzione al popolo di Internet, dando voce a oltre 25.000 giurati on line, che hanno premiato “Rombo di tuono” del gruppo Menteplastica e “Per cosa siamo ancora in grado di stupirci?” di Andrea Bonfanti.
Sul palco anche i vincitori dei diversi premi speciali: miglior corto per l’ambiente, miglior colonna sonora, miglior corto d'animazione e/o con effetti speciali, miglior creatività femminile, migliore idea comunicativa, oltre ai premi assegnati dalle speciali giurie di studenti delle numerose Università che hanno supportato l’iniziativa con il loro patrocinio.
I giovani artisti si sono impegnati quest’anno nella produzione di cortometraggi sul tema “The power of Energy” sviluppato nell’ottica della salvaguardia ambientale.
La lista completa dei vincitori è disponibile su www.enel.it/digitalcontest
Roma, 7 maggio 2009 - Enel Digital Contest, il concorso internazionale per videomaker promosso da Enel e dall’Associazione Amici del Future Film Festival, ha festeggiato i vincitori della sua quinta edizione in una serata di gala alla presenza di un’autorevole giuria di esperti, guidata da Paolo Sorrentino.
Il celebre regista, da poco nominato presidente di giuria nella sezione “Un Certain Regard” del Festival del Cinema di Cannes, ha premiato gli autori del premio ex aequo per il miglior corto: Marco Cuccinello con il video “Control” e il gruppo Myse en Abyme con “Morse, ovvero piccoli rimedi domestici”. Il premio per la miglior idea creativa è andato a “Pneuma” di Luca De Vincentis, mentre al gruppo Gruppo B8 Production è stata assegnata la Menzione Speciale per il corto “The power of dreams”.
Enel Digital Contest ha rinnovato la sua attenzione al popolo di Internet, dando voce a oltre 25.000 giurati on line, che hanno premiato “Rombo di tuono” del gruppo Menteplastica e “Per cosa siamo ancora in grado di stupirci?” di Andrea Bonfanti.
Sul palco anche i vincitori dei diversi premi speciali: miglior corto per l’ambiente, miglior colonna sonora, miglior corto d'animazione e/o con effetti speciali, miglior creatività femminile, migliore idea comunicativa, oltre ai premi assegnati dalle speciali giurie di studenti delle numerose Università che hanno supportato l’iniziativa con il loro patrocinio.
I giovani artisti si sono impegnati quest’anno nella produzione di cortometraggi sul tema “The power of Energy” sviluppato nell’ottica della salvaguardia ambientale.
La lista completa dei vincitori è disponibile su www.enel.it/digitalcontest
27.4.09
GREATER in DVD
A quasi un anno dal trionfo a Cannes è uscito finalmente in DVD "GREATER-sconfiggere l'Aids", un "non-documentario" scritto e diretto da Emmanuel Exitu a cui ho partecipato in veste di operatore e montatore. L'edizione in DVD, sottotitolata in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco), è di fatto una extended edition rispetto a quella vista un anno fa ed è inoltre arricchita da alcuni contenuti extra. E' possibile ordinarla qui. In attesa di nuove avventure...

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20.4.09
Contorni indesiderati
Come ho scritto nel post precedente a proposito dei misteriosi aloni generati dalla Sony HVR-Z7 in condizioni di forti differenze di luce, anche la "sorella maggiore" PMW-EX1 non è esente da questo difetto. In realtà però nel caso di quest'ultima non si tratta di un alone, ma di una netta riga viola che compare sui contorni di oggetti su sfondo decisamente sovraesposto. Massimo Stella mi ha permesso di pubblicare questo still frame, tratto da una ripresa da lui realizzata con la PMW-EX1. Qui sotto vedete un dettaglio, se cliccate sopra potete vedere l'immagine intera. Guardate i bordi dei fili elettrici e della telecamera.

Difetto di compressione, problema legato al sensore Cmos o che altro?

Difetto di compressione, problema legato al sensore Cmos o che altro?
15.4.09
Prove sul campo: Sony HVR-Z7
Ho avuto modo nelle ultime settimane di provare sul campo la Sony HVR-Z7 e di confrontarla con la mia vecchia Z1. Dal punto di vista operativo il modello più recente presenta sicuramente dei passi avanti, a partire dalla ghiera del diaframma posta finalmente dove dev'essere, direttamente sull'obiettivo, e non ridotta a minuscola rotellina; anche messa a fuoco e zoom consentono di operare in modalità realmente manuale, anche se forse la ghiera del fuoco è un po' dura, per cui si rischia sempre di trasferire un po' di vibrazioni alla camera. Purtroppo non ho avuto a disposizione obiettivi diversi da quello standard, ma il fatto di poter cambiare l'ottica è sicuramente interessante. La pasta delle immagini mi è piaciuta: i sensori CMOS restituiscono immagini più morbide e meno fredde rispetto ai CCD della Z1, con una latitudine di posa maggiore. Nelle riprese in interni con poca luce entrambe le videocamere introducono un po' di rumore video, decisamente maggiore nelle immagini catturate dalla Z1 (la Z7 di fatto è un po' più sensibile alla luce).
Il difetto principale della nuova Sony si svela nei controluce e nei contrasti molto netti: compare di colpo una specie di alone, quasi come se si fosse attivato un effetto di solarizzazione; guardate le "pennellate" azzurre generate dalla Z7 sui contorni nell'immagine sottostante. Un difetto analogo lo presenta anche la PMW-EX1, quindi credo che sia in generale un problema dei sensori CMOS impiegati.

In presenza di luci al neon inoltre, con l'otturatore in modalità automatica, è comparsa una banda gialla al centro dell'immagine, ma è stato sufficiente settare lo shutter in manuale a 50 per risolvere il problema.
Siamo rimasti molto soddisfatti invece dell'utilizzo delle schede compact flash: poter iniziare a montare fin dal giorno successivo alla fine delle riprese, avendo subito a disposizione tutte le quasi 5o ore di girato è un risultato importante. Il tempo per importare le clip su Final Cut Pro è circa un quarto del tempo che ci vorrebbe per l'acquisizione classica. Abbiamo utilizzato sia schede SanDisk Extreme III sia schede Transcend 133x, entrambe da 32GB, ed hanno fatto il loro dovere. L'unico problema l'ho riscontrato nel caso di una clip molto lunga (1h 50min) per cui a un certo punto l'importazione si blocca; purtroppo sui forum non ho trovato ancora la soluzione, qualcuno ha avuto problemi analoghi utilizzando il modulo Sony HVR-MC1K?
Il difetto principale della nuova Sony si svela nei controluce e nei contrasti molto netti: compare di colpo una specie di alone, quasi come se si fosse attivato un effetto di solarizzazione; guardate le "pennellate" azzurre generate dalla Z7 sui contorni nell'immagine sottostante. Un difetto analogo lo presenta anche la PMW-EX1, quindi credo che sia in generale un problema dei sensori CMOS impiegati.
In presenza di luci al neon inoltre, con l'otturatore in modalità automatica, è comparsa una banda gialla al centro dell'immagine, ma è stato sufficiente settare lo shutter in manuale a 50 per risolvere il problema.
Siamo rimasti molto soddisfatti invece dell'utilizzo delle schede compact flash: poter iniziare a montare fin dal giorno successivo alla fine delle riprese, avendo subito a disposizione tutte le quasi 5o ore di girato è un risultato importante. Il tempo per importare le clip su Final Cut Pro è circa un quarto del tempo che ci vorrebbe per l'acquisizione classica. Abbiamo utilizzato sia schede SanDisk Extreme III sia schede Transcend 133x, entrambe da 32GB, ed hanno fatto il loro dovere. L'unico problema l'ho riscontrato nel caso di una clip molto lunga (1h 50min) per cui a un certo punto l'importazione si blocca; purtroppo sui forum non ho trovato ancora la soluzione, qualcuno ha avuto problemi analoghi utilizzando il modulo Sony HVR-MC1K?
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