sabato 17 settembre 2005
Canon HDV: ecco il nome
La nuova videocamera Canon si chiamerà XL H1. Su DVinfo il prezzo previsto è leggermente inferiore a quello annunciato nei giorni scorsi, 9000 $. Ribadita la scelta della scansione a 1080i. Su web stanno circolando diverse notizie, non sempre corrette: consiglio di far riferimento direttamente al sito Canon USA, dove vengono elencate le caratteristiche del nuovo modello (in pieno stile americano, non manca ovviamente una colonna sonora da colossal di fantascienza che accompagna la nostra visita al sito). La data di uscita confermata è Dicembre 2005.

giovedì 15 settembre 2005
HDV: la prima volta di Canon
Nello stesso mese in cui i videomakers attendono l'uscita dell'ultimo gioiello tecnologico di Panasonic (AG-HVX200), Canon annuncia l'uscita del suo primo camcorder HDV. L'evento era atteso da tempo, dato che l'ultima videocamera Canon di fascia prosumer, la XL2, aveva come target proprio quella categoria di applicazioni a cui si rivolge il formato HDV: documentari, cortometraggi, videoclip, lungometraggi low budget... tutto quello che, insomma, è stato fin qui il regno della pellicola 16mm.

Dalle prime foto pubblicate del prototipo, la parentela con la XL2 e con la precedente e gloriosa XL1 è evidente. Due sono gli elementi che fanno e faranno discutere sui forum: il prezzo innanzitutto, decisamente elevato (si parla di 10.000-12.000 $), e la preferenza accordata alla scansione interlacciata (1080i) a discapito del progressivo atteso dai filmakers.
Partiamo dal prezzo: le dirette concorrenti marcate Sony e JVC si aggirano sui 5000-6000 euro, mentre la Panasonic AG-HVX200 dovrebbe costare sui 12.000 euro (fonte: Tuttodigitale di Ottobre); il prezzo elevato di quest'ultima, però, è parzialmente giustificato dall'utilizzo delle schede di memoria P2 (e del formato DVCPRO HD, molto meno compresso dell'HDV), al momento molto costose, ma destinate a calare rapidamente di prezzo. Attendiamo di conoscere le features del nuovo camcorder, visto che il solo utilizzo di ottiche intercambiabili (caratteristica offerta anche dalla GY-HD100 di JVC) non sembra sufficiente a giustificare le cifre che abbiamo trovato sul web.
Il tipo di scansione, infine: è lotta aperta tra sostenitori dell'interlacciato (Canon e Sony) e difensori del progressivo (JVC e Panasonic). Non si tratta tanto di stabilire quale sia il formato migliore in assoluto, quanto quello più adatto alle diverse applicazioni: il 1080i è sicuramente preferibile per riprese televisive di eventi sportivi, laddove una scansione progressiva dell'immagine darebbe un effetto stroboscopico nel caso di movimenti troppo rapidi; il 720p (o, meglio ancora, il 1080p, finora presente solo sui modelli destinati al mercato USA) è invece il prediletto dagli autori di corti e videoclip, in quanto offre risultati più simili alla pellicola (e risolve molti problemi di zigzag sulle linee rette oblique).
Naturalmente è possibile interpolare le immagini e passare da un video interlacciato ad uno progressivo e viceversa, ma si tratta comunque di un'elaborazione dai risultati non sempre ottimali, a seconda dei processi utilizzati.
Dalle prime foto pubblicate del prototipo, la parentela con la XL2 e con la precedente e gloriosa XL1 è evidente. Due sono gli elementi che fanno e faranno discutere sui forum: il prezzo innanzitutto, decisamente elevato (si parla di 10.000-12.000 $), e la preferenza accordata alla scansione interlacciata (1080i) a discapito del progressivo atteso dai filmakers.
Partiamo dal prezzo: le dirette concorrenti marcate Sony e JVC si aggirano sui 5000-6000 euro, mentre la Panasonic AG-HVX200 dovrebbe costare sui 12.000 euro (fonte: Tuttodigitale di Ottobre); il prezzo elevato di quest'ultima, però, è parzialmente giustificato dall'utilizzo delle schede di memoria P2 (e del formato DVCPRO HD, molto meno compresso dell'HDV), al momento molto costose, ma destinate a calare rapidamente di prezzo. Attendiamo di conoscere le features del nuovo camcorder, visto che il solo utilizzo di ottiche intercambiabili (caratteristica offerta anche dalla GY-HD100 di JVC) non sembra sufficiente a giustificare le cifre che abbiamo trovato sul web.
Il tipo di scansione, infine: è lotta aperta tra sostenitori dell'interlacciato (Canon e Sony) e difensori del progressivo (JVC e Panasonic). Non si tratta tanto di stabilire quale sia il formato migliore in assoluto, quanto quello più adatto alle diverse applicazioni: il 1080i è sicuramente preferibile per riprese televisive di eventi sportivi, laddove una scansione progressiva dell'immagine darebbe un effetto stroboscopico nel caso di movimenti troppo rapidi; il 720p (o, meglio ancora, il 1080p, finora presente solo sui modelli destinati al mercato USA) è invece il prediletto dagli autori di corti e videoclip, in quanto offre risultati più simili alla pellicola (e risolve molti problemi di zigzag sulle linee rette oblique).
Naturalmente è possibile interpolare le immagini e passare da un video interlacciato ad uno progressivo e viceversa, ma si tratta comunque di un'elaborazione dai risultati non sempre ottimali, a seconda dei processi utilizzati.
martedì 30 agosto 2005
Zanussi e Kilar: una "monogamia unilaterale"
"Un regista deve scegliere se val la pena cambiare collaboratori ad ogni film ed arricchirsi con nuovi incontri o se piuttosto conviene approfondire i rapporti e crescere insieme". Krzysztof Zanussi inizia così il racconto della sua amicizia musicale con il compositore Wojcieck Kilar. L'occasione è il Festival delle Nazioni di Città di Castello, che quest'anno dedica parte del suo ricco programma di eventi alla Polonia.
Zanussi è cordiale, racconta con semplicità, passione ed ironia della sua "monogamia unilaterale" con l'amico musicista: "Tutta la mia filmografia racconta di questa monogamia artistica ; è unilaterale perché lui ogni tanto mi "tradisce" con altri registi, come Coppola o Wajda..."
"Da giovane volevo fare la rivoluzione, cambiare tutto, volevo avere prima le musiche e girare il film in un secondo momento, lasciandomi guidare dalla colonna sonora. Kilar non era d'accordo, me lo disse, ma difronte alla mia insistenza mi assecondò... fu così che, una volta girato il film, dovemmo rifare le musiche di Struttura di cristallo, dato che la mia idea non funzionava".
"La musica in un film non può essere innovativa, perché non può avere tutta l'attenzione per sé; deve far riferimento a qualcosa che lo spettatore già conosce".
Grazie Krzysztof!
PS: da domani Zanussi sarà al Festival del Cinema di Venezia per presentare Persona non grata, il suo ultimo film in concorso al Festival; Zanussi vinse il Leone d'Oro nel 1984 con L'anno del sole
Zanussi è cordiale, racconta con semplicità, passione ed ironia della sua "monogamia unilaterale" con l'amico musicista: "Tutta la mia filmografia racconta di questa monogamia artistica ; è unilaterale perché lui ogni tanto mi "tradisce" con altri registi, come Coppola o Wajda..."
"Da giovane volevo fare la rivoluzione, cambiare tutto, volevo avere prima le musiche e girare il film in un secondo momento, lasciandomi guidare dalla colonna sonora. Kilar non era d'accordo, me lo disse, ma difronte alla mia insistenza mi assecondò... fu così che, una volta girato il film, dovemmo rifare le musiche di Struttura di cristallo, dato che la mia idea non funzionava".
"La musica in un film non può essere innovativa, perché non può avere tutta l'attenzione per sé; deve far riferimento a qualcosa che lo spettatore già conosce".
Grazie Krzysztof!
PS: da domani Zanussi sarà al Festival del Cinema di Venezia per presentare Persona non grata, il suo ultimo film in concorso al Festival; Zanussi vinse il Leone d'Oro nel 1984 con L'anno del sole
lunedì 22 agosto 2005
Arte e Mistero
Un amico scienziato durante una chiacchierata mi ha riportato questo pensiero di Albert Einstein: "La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza"
Ricordiamocelo!

Ricordiamocelo!
mercoledì 3 agosto 2005
Movie sharing
Fino ad oggi abbiamo visto come il web stia diventando un'ottima vetrina per i filmakers, che possono raggiungere un ampio pubblico rendendo visibili in streaming le proprie opere. In realtà internet può essere uno strumento utilissimo non solo per la distribuzione, ma anche per la produzione stessa dei film. Avete presente che cos'è il software open source? E' quel software di cui è stato reso pubblico il codice sorgente, per cui chiunque abbia conoscenze di programmazione può modificare il software stesso ed eventualmente migliorarlo. Un sistema operativo come Linux è stato creato in questo modo. Ebbene, il concetto di open source può essere applicato anche alla produzione di filmati: condividendo sotto licenze di tipo Creative Commons le proprie opere, si consente agli altri utenti della rete di utilizzarle per originare nuove creazioni artistiche. Se da un lato questo approccio può dar luogo a molti timori da parte degli autori e facilitare la proliferazione incontrollata di “mostri”, dall'altro rappresenta sicuramente un'opportunità da studiare a fondo. Proprio dal mondo dei blogs è partita da qualche mese un'operazione del genere, denominata The Weblog Project, che si prefigge la produzione di un lungometraggio realizzato dai bloggers sui bloggers: ognuno di essi, in qualsiasi parte del mondo si trovi, può mettere a disposizione degli altri materiale video (interviste, ecc...) che potrà essere utilizzato per la produzione del lungometraggio finale (ri-editabile in infinite versioni differenti dai bloggers). Staremo a vedere quali saranno i risultati ottenuti.

L'idea di distribuire la propria opera filmica in modalità open source è stata adottata anche dai ragazzi dell'associazione culturale Kentu, che nel 2000 con vero spirito da pionieri hanno realizzato il cortometraggio Hydra, rendendendolo poi disponibile su web in modalità P2P (peer to peer). Grazie ad eMule è possibile scaricare il filmato in una versione di qualità sufficiente (410 MB per 22 minuti) per poter eventualmente riutilizzare lo stesso per la creazione di nuove opere. Kentu mette a disposizione sul proprio sito diverso materiale a corredo, come immagini del backstage, sceneggiatura ed istruzioni per la realizzazione artigianale di un carrello cinematografico. Sicuramente l'idea è innovativa e simpatica, ed il corto realizzato è suggestivo e di buona fattura (tenendo conto dei mezzi tecnici utilizzati: telecamera Hi-8 ed un Pentium II per gli effetti speciali). Uno dei vantaggi del tipo di diffusione adottato (P2P) è che diversi utenti del web hanno a loro volta messo a disposizione Hydra sui propri siti, magari comprimendolo in modi differenti, e creando così una vera rete di distribuzione.
Il blog Extreme Short Movies, ad esempio, funziona come una sorta di "ripetitore" che offre visibilità ai cortometraggi tramite condivisione P2P su eMule.
L'idea di distribuire la propria opera filmica in modalità open source è stata adottata anche dai ragazzi dell'associazione culturale Kentu, che nel 2000 con vero spirito da pionieri hanno realizzato il cortometraggio Hydra, rendendendolo poi disponibile su web in modalità P2P (peer to peer). Grazie ad eMule è possibile scaricare il filmato in una versione di qualità sufficiente (410 MB per 22 minuti) per poter eventualmente riutilizzare lo stesso per la creazione di nuove opere. Kentu mette a disposizione sul proprio sito diverso materiale a corredo, come immagini del backstage, sceneggiatura ed istruzioni per la realizzazione artigianale di un carrello cinematografico. Sicuramente l'idea è innovativa e simpatica, ed il corto realizzato è suggestivo e di buona fattura (tenendo conto dei mezzi tecnici utilizzati: telecamera Hi-8 ed un Pentium II per gli effetti speciali). Uno dei vantaggi del tipo di diffusione adottato (P2P) è che diversi utenti del web hanno a loro volta messo a disposizione Hydra sui propri siti, magari comprimendolo in modi differenti, e creando così una vera rete di distribuzione.
Il blog Extreme Short Movies, ad esempio, funziona come una sorta di "ripetitore" che offre visibilità ai cortometraggi tramite condivisione P2P su eMule.
domenica 24 luglio 2005
L'HDV visto dal web
Ho fatto un giro per vari forum (vedi ad esempio su Cortoweb e ADV) alla ricerca di nuove informazioni sull'HDV: le aspettative dei videomakers sono tante (e giustificate), ma domina la paura nei confronti di un mercato in continua evoluzione. Chi da poco aveva investito nell'acquisto di una videocamera Mini-Dv di fascia alta vede ora abbassarsi i prezzi per l'arrivo del nuovo sistema, chi ancora deve comprare rimanda all'infinito la scelta temendo il "bidone". Siamo difronte alla classica fase di aggiornamento tecnologico, solo parzialmente addolcita dal fatto che le nuove HDV consentono comunque di leggere e registrare nel "vecchio" DV.
Nel frattempo aumentano sempre di più i sistemi di editing che supportano il nuovo codec, anche se, tra gli utenti, rimangono forti dubbi su quali siano i requisiti minimi di un computer che sia in grado di sfruttare l'HDV senza eccessivi patemi.
Intanto Ianiro ha già lanciato un illuminatore eng apposito per le nuove videocamere.
Suscita grande attesa l'annunciata AG-HVX200 della Panasonic, soprattutto grazie al fatto che il precedente modello DV AG-DVX100 ha riscosso grande successo.

Sul sito della Panasonic ho letto che supporterà il frame rate variabile e questo alimenta la speranza di una resa veramente "cinematografica" delle immagini. Qualche dubbio, più economico che tecnologico, suscita l'utilizzo delle schede di memoria P2: si rischia di spendere più per i supporti che per la videocamera, ma sicuramente dovrà cambiare qualcosa da questo punto di vista. Staremo a vedere!
Nel frattempo aumentano sempre di più i sistemi di editing che supportano il nuovo codec, anche se, tra gli utenti, rimangono forti dubbi su quali siano i requisiti minimi di un computer che sia in grado di sfruttare l'HDV senza eccessivi patemi.
Intanto Ianiro ha già lanciato un illuminatore eng apposito per le nuove videocamere.
Suscita grande attesa l'annunciata AG-HVX200 della Panasonic, soprattutto grazie al fatto che il precedente modello DV AG-DVX100 ha riscosso grande successo.
Sul sito della Panasonic ho letto che supporterà il frame rate variabile e questo alimenta la speranza di una resa veramente "cinematografica" delle immagini. Qualche dubbio, più economico che tecnologico, suscita l'utilizzo delle schede di memoria P2: si rischia di spendere più per i supporti che per la videocamera, ma sicuramente dovrà cambiare qualcosa da questo punto di vista. Staremo a vedere!
sabato 23 luglio 2005
Movie Theatre
Sempre a proposito di "sale di proiezione sul web", sono tornato al "Movie Theatre" di Massimo Stella ed ho trovato una versione aggiornata del sito, con una veste grafica accattivante ed una buona navigabilità. L'idea di fondo del "Movie Theatre" è che ormai, grazie alla disponibilità di connessioni internet veloci, ogni filmaker può diventare distributore delle proprie opere, che sul web possono ottenere una visibilità potenzialmente planetaria. Una volta che si è riusciti a realizzare un buon prodotto audiovisivo diventa importante un'ottima conoscenza del web (blogs, forum, motori di ricerca...) per richiamare su di esso l'attenzione della rete e affollare la propria "sala di proiezione" virtuale.
Tra i filmati al momento disponibili al "Movie Theatre" segnalo in particolare "Vortice", un corto che nel 2004 ha riscosso un buon successo in diversi concorsi nazionali ed internazionali.

"Vortice" è stata la prima di una serie di collaborazioni che ha portato alla nascita del consorzio Pesto connection. Buona visione!
Tra i filmati al momento disponibili al "Movie Theatre" segnalo in particolare "Vortice", un corto che nel 2004 ha riscosso un buon successo in diversi concorsi nazionali ed internazionali.
"Vortice" è stata la prima di una serie di collaborazioni che ha portato alla nascita del consorzio Pesto connection. Buona visione!
venerdì 8 luglio 2005
La sala di proiezione si sposta sul web
La rivoluzione digitale continua. Finora era stata soprattutto la pirateria a sfruttare il web per diffondere illegalmente film, creando non pochi problemi alle case di distribuzione cinematografica. Adesso l'ex "nemico" internet diventa invece una buona opportunità per distribuire quei film che hanno faticato a uscire nelle sale: è nato infatti Neche.it, "il portale del cinema indipendente dedicato alla distribuzione tramite Web di opere cinematografiche e multimediali. Neche.it rappresenta la nascita di un nuovo modo “democratico” di intendere la distribuzione degli audiovisivi. E’ dedicato a tutti gli amanti del cinema, sia in veste di autori che di spettatori e intende diventare un importante punto d’incontro nel Web creando inoltre un archivio storico del cinema indipendente".
Siamo abituati ormai a vedere cortometraggi in streaming su web, ma per quel che riguarda i lungometraggi Neche.it rappresenta una gradita novità. Per ora infatti la visione di film su web era generalmente ristretta agli abbonati dei singoli providers, mentre il nuovo portale è accessibile da tutti gli utenti del web (con visibilità planetaria, quindi), che devono pagare solo il film di interesse, tutto sommato a prezzi contenuti (la visione dei cortometraggi è invece gratuita). Restano da verificare la qualità dello streaming e l'affidabilità del servizio, ma la cosa che è più importante è la strada che si è intrapresa: ci sarà finalmente la possibilità di riuscire a vedere quei film indipendenti, per ora penalizzati dalla distribuzione nelle sale. Vista l'attuale situazione economica del cinema italiano, c'è da sperare che la nascita di canali distributivi alternativi dia nuova linfa vitale alle produzioni.
Attendiamo con trepidazione i prossimi passi.
Siamo abituati ormai a vedere cortometraggi in streaming su web, ma per quel che riguarda i lungometraggi Neche.it rappresenta una gradita novità. Per ora infatti la visione di film su web era generalmente ristretta agli abbonati dei singoli providers, mentre il nuovo portale è accessibile da tutti gli utenti del web (con visibilità planetaria, quindi), che devono pagare solo il film di interesse, tutto sommato a prezzi contenuti (la visione dei cortometraggi è invece gratuita). Restano da verificare la qualità dello streaming e l'affidabilità del servizio, ma la cosa che è più importante è la strada che si è intrapresa: ci sarà finalmente la possibilità di riuscire a vedere quei film indipendenti, per ora penalizzati dalla distribuzione nelle sale. Vista l'attuale situazione economica del cinema italiano, c'è da sperare che la nascita di canali distributivi alternativi dia nuova linfa vitale alle produzioni.
Attendiamo con trepidazione i prossimi passi.
mercoledì 6 luglio 2005
Alta definizione low cost
Il mondo HDV è in continua evoluzione: il mese successivo all'uscita sul mercato italiano dell'ultima proposta JVC, ecco una nuova soluzione Sony, la HDR-HC1.

Il prezzo dovrebbe essere di poco inferiore ai 2000 euro, siamo quindi in piena fascia consumer. La grande novità di questa camera è il sensore utilizzato: Sony abbandona il CCD a favore del CMOS, con notevoli vantaggi per quanto riguarda i consumi. In attesa di poterla provare di persona, ecco in sintesi le caratteristiche annunciate dalla casa giapponese: sensore CMOS da 2,97 megapixel, formato di registrazione HDV 1080i (senza possibilità di scansione in progressivo), fino a cinque ore di autonomia, lenti Zeiss.
I modelli professionali usciti finora restano senza dubbio un gradino sopra, ma per chi non può spendere molto un'alta definizione a questi prezzi è una bella chance. Credo che questo contribuirà in modo determinante ad affermare il formato HDV. Sempre Sony ha annunciato l'uscita per il prossimo autunno di un secondo camcorder alta definizione con sensore CMOS, HVR-A1E, simile all'HDR-HC1 ma dotato di maggiori funzioni professionali, tra cui gli ingressi audio XLR.

Il prezzo dovrebbe essere di poco inferiore ai 2000 euro, siamo quindi in piena fascia consumer. La grande novità di questa camera è il sensore utilizzato: Sony abbandona il CCD a favore del CMOS, con notevoli vantaggi per quanto riguarda i consumi. In attesa di poterla provare di persona, ecco in sintesi le caratteristiche annunciate dalla casa giapponese: sensore CMOS da 2,97 megapixel, formato di registrazione HDV 1080i (senza possibilità di scansione in progressivo), fino a cinque ore di autonomia, lenti Zeiss.
I modelli professionali usciti finora restano senza dubbio un gradino sopra, ma per chi non può spendere molto un'alta definizione a questi prezzi è una bella chance. Credo che questo contribuirà in modo determinante ad affermare il formato HDV. Sempre Sony ha annunciato l'uscita per il prossimo autunno di un secondo camcorder alta definizione con sensore CMOS, HVR-A1E, simile all'HDR-HC1 ma dotato di maggiori funzioni professionali, tra cui gli ingressi audio XLR.
domenica 3 luglio 2005
GFF: corti e registi
Come promesso, ieri ho fatto un salto al cinema America di Genova per respirare un po' di aria di festival. Il tempo che avevo a disposizione era poco, quindi sono riuscito a vedere solo tre cortometraggi, tutti e tre girati in pellicola: "Chora" (poetico), "Mio fratello Yang" (interessante il tema, ma mi ha dato un po' la sensazione di incompiutezza) e "Naufraghi" (divertente).
Dopo i corti sono andato a Palazzo Doria-Spinola per un incontro con il regista Pasquale Pozzessere e gli attori protagonisti del suo ultimo film ("La porta delle 7 stelle") Stefano Dionisi e Sabrina Colle. Quest'ultima mi ha colpito particolarmente per il realismo della sua posizione nei confronti della situazione attuale del cinema italiano: non si può pensarla sempre in chiave politica, se ci sono pochi soldi vuol dire che dobbiamo impegnarci a lavorare meglio ed essere più professionali, perché c'è una maggiore selezione. E di serietà hanno dato prova Pozzessere e Dionisi, raccontando tutto il lavoro di preparazione che sta dietro un film.

Per quel che riguarda l'uso del digitale nel cinema, Pozzerese si è rivelato un po' "freddino", anche se ha detto di aver visto grandi progressi negli ultimi anni per quel che riguarda la resa delle immagini digitali.
Dopo i corti sono andato a Palazzo Doria-Spinola per un incontro con il regista Pasquale Pozzessere e gli attori protagonisti del suo ultimo film ("La porta delle 7 stelle") Stefano Dionisi e Sabrina Colle. Quest'ultima mi ha colpito particolarmente per il realismo della sua posizione nei confronti della situazione attuale del cinema italiano: non si può pensarla sempre in chiave politica, se ci sono pochi soldi vuol dire che dobbiamo impegnarci a lavorare meglio ed essere più professionali, perché c'è una maggiore selezione. E di serietà hanno dato prova Pozzessere e Dionisi, raccontando tutto il lavoro di preparazione che sta dietro un film.
Per quel che riguarda l'uso del digitale nel cinema, Pozzerese si è rivelato un po' "freddino", anche se ha detto di aver visto grandi progressi negli ultimi anni per quel che riguarda la resa delle immagini digitali.
Iscriviti a:
Post (Atom)