sabato 29 ottobre 2005

Ultimo ciak per "Mento, quindi esisto"

Sono terminate oggi le riprese di "Mento, quindi esisto", un cortometraggio di Massimiliano Nardulli e Iara Jiménez Tuzzi, a cui ho preso parte in qualità di direttore della fotografia insieme a Edoardo Emanuele. E' una storia di solitudini dalle atmosfere decisamente surreali, che strizza l'occhio da un lato alla cinematografia iberica e dall'altro a scrittori e filosofi "esistenzialisti" come Camus e Sartre. La location principale è stata il Geroa, pub basco dalla vocazione artistica, impreziosito per l'occasione da alcuni quadri di Chiara Basciano, che ha realizzato anche lo storyboard del corto.

Miento Luego Existo

In attesa che l'HDV raggiunga un livello di maturità e sicurezza maggiore, ci siamo "accontentati" di una Canon XL2, capace di acquisire immagini progressive in formato nativo 16:9 e dotata di una buona ottica. Ora si passa alla fase di post-produzione.

martedì 25 ottobre 2005

Ritorno al CMOS

I sensori CMOS (Complementary Metal-Oxide Semiconductor), impiegati generalmente in microcamere per scopi medicali o di videosorveglianza, rappresentano un elemento di sicuro interesse nello sviluppo tecnologico attuale in campo cinematografico. Quest'estate Sony ha lanciato due handycam basate su questa tecnologia, con il vantaggio, tra l'altro, di una riduzione dei consumi. Anche la storica Arri ha preferito il CMOS al CCD (Charge Coupled Device) per la sua cinepresa digitale Arriflex D-20, con un sensore da ben 6 Megapixels delle stesse dimensioni della pellicola 35mm. Sono due casi agli estremi opposti del mercato, che fanno pensare ad una possibile rapida diffusione di questa tecnologia.

CMOS

A differenza del CCD, il CMOS consente di indirizzare singolarmente ogni pixel e gode quindi di una maggiore flessibilità per quanto riguarda il frame rate ed il formato dell'immagine.

giovedì 13 ottobre 2005

All'opera!

Dopo qualche mese di relativa tranquillità, le prossime settimane si profilano particolarmente intense. Entro fine Ottobre girerò un videoclip per i Biancovento e curerò la fotografia di un cortometraggio di Massimiliano Nardulli, dai toni surreali.
Nel frattempo fervono i preparativi del primo lungometraggio di Massimo Stella: stiamo definendo quale sistema utilizzare per le riprese (scelta non facile, viste le continue evoluzioni del mercato HD) e di quali "accessori indispensabili" dotarci. In particolare stiamo approfondendo lo studio degli adattatori per l'utilizzo di ottiche 35mm sulle videocamere digitali, in modo da ottenere una messa a fuoco il più possibile espressiva.

martedì 20 settembre 2005

"Imprevisti" su Cortoweb.it

Da ieri Imprevisti fa parte del ricco archivio di cortometraggi visibili in streaming su Cortoweb. Questo è uno degli ultimi passi della fase di distribuzione di quest'opera, adesso è giunto il momento di dedicarsi pienamente ai nuovi progetti che si profilano all'orizzonte.

domenica 18 settembre 2005

HDV: profondità di campo

Tutti i camcorders HDV usciti sul mercato "prosumer" negli ultimi mesi utilizzano sensori CCD da 1/3 di pollice, con una densità particolarmente elevata adatta a garantire l'alta definizione delle immagini catturate. Le dimensioni ridotte dei CCD unite all'alta densità di pixels fanno sì che le immagini abbiano grande profondità di campo e questo può essere un problema. Non si tratta tanto di dover imitare a tutti i costi la pellicola, quanto di un problema espressivo di grande rilevanza: poter decidere cosa mettere a fuoco e cosa lasciare decisamente sfuocato aiuta il filmaker a guidare lo sguardo dello spettatore senza che questi sia distratto da elementi marginali dell'inquadratura. Vista la vocazione cinematografica delle videocamere in questione, come risolvere il problema? Il mercato propone diversi adattatori che consentono di montare ottiche fotografiche e cinematografiche sui camcorders digitali: il più noto è il Mini35.

Mini35 su JVC HD100

Il fatto interessante è che i filmakers indipendenti più agguerriti, difronte ai prezzi non proprio economici dei suddetti adattatori, non si sono arresi, ma si sono dati da fare per studiare soluzioni low budget alternative. Su web si trovano diverse immagini di Mini35 fatti in casa, ma in particolare mi ha incuriosito il progetto nato poche settimane fa' sul forum di Videomakers.net: intorno all'idea e alla ingegnosità di un videomaker, altri utenti del forum si sono messi di impegno per perfezionare il progetto comune di un adattatore per ottiche 35mm. E' un caso positivo (e non scontato) di utilizzo della Rete per condividere conoscenze e mezzi ed è molto interessante per capire il funzionamento e le problematiche di questi apparecchi. Il link diretto alla discussione è questo. Altri esperimenti intriganti sono quelli di Eidomedia.Buona lettura!

HolyZoo35 adapter

sabato 17 settembre 2005

Canon HDV: ecco il nome

La nuova videocamera Canon si chiamerà XL H1. Su DVinfo il prezzo previsto è leggermente inferiore a quello annunciato nei giorni scorsi, 9000 $. Ribadita la scelta della scansione a 1080i. Su web stanno circolando diverse notizie, non sempre corrette: consiglio di far riferimento direttamente al sito Canon USA, dove vengono elencate le caratteristiche del nuovo modello (in pieno stile americano, non manca ovviamente una colonna sonora da colossal di fantascienza che accompagna la nostra visita al sito). La data di uscita confermata è Dicembre 2005.

La Canon XL H1 presentata al Resfest di Roma

giovedì 15 settembre 2005

HDV: la prima volta di Canon

Nello stesso mese in cui i videomakers attendono l'uscita dell'ultimo gioiello tecnologico di Panasonic (AG-HVX200), Canon annuncia l'uscita del suo primo camcorder HDV. L'evento era atteso da tempo, dato che l'ultima videocamera Canon di fascia prosumer, la XL2, aveva come target proprio quella categoria di applicazioni a cui si rivolge il formato HDV: documentari, cortometraggi, videoclip, lungometraggi low budget... tutto quello che, insomma, è stato fin qui il regno della pellicola 16mm.

Canon HDV

Dalle prime foto pubblicate del prototipo, la parentela con la XL2 e con la precedente e gloriosa XL1 è evidente. Due sono gli elementi che fanno e faranno discutere sui forum: il prezzo innanzitutto, decisamente elevato (si parla di 10.000-12.000 $), e la preferenza accordata alla scansione interlacciata (1080i) a discapito del progressivo atteso dai filmakers.

Partiamo dal prezzo: le dirette concorrenti marcate Sony e JVC si aggirano sui 5000-6000 euro, mentre la Panasonic AG-HVX200 dovrebbe costare sui 12.000 euro (fonte: Tuttodigitale di Ottobre); il prezzo elevato di quest'ultima, però, è parzialmente giustificato dall'utilizzo delle schede di memoria P2 (e del formato DVCPRO HD, molto meno compresso dell'HDV), al momento molto costose, ma destinate a calare rapidamente di prezzo. Attendiamo di conoscere le features del nuovo camcorder, visto che il solo utilizzo di ottiche intercambiabili (caratteristica offerta anche dalla GY-HD100 di JVC) non sembra sufficiente a giustificare le cifre che abbiamo trovato sul web.

Il tipo di scansione, infine: è lotta aperta tra sostenitori dell'interlacciato (Canon e Sony) e difensori del progressivo (JVC e Panasonic). Non si tratta tanto di stabilire quale sia il formato migliore in assoluto, quanto quello più adatto alle diverse applicazioni: il 1080i è sicuramente preferibile per riprese televisive di eventi sportivi, laddove una scansione progressiva dell'immagine darebbe un effetto stroboscopico nel caso di movimenti troppo rapidi; il 720p (o, meglio ancora, il 1080p, finora presente solo sui modelli destinati al mercato USA) è invece il prediletto dagli autori di corti e videoclip, in quanto offre risultati più simili alla pellicola (e risolve molti problemi di zigzag sulle linee rette oblique).
Naturalmente è possibile interpolare le immagini e passare da un video interlacciato ad uno progressivo e viceversa, ma si tratta comunque di un'elaborazione dai risultati non sempre ottimali, a seconda dei processi utilizzati.

martedì 30 agosto 2005

Zanussi e Kilar: una "monogamia unilaterale"

"Un regista deve scegliere se val la pena cambiare collaboratori ad ogni film ed arricchirsi con nuovi incontri o se piuttosto conviene approfondire i rapporti e crescere insieme". Krzysztof Zanussi inizia così il racconto della sua amicizia musicale con il compositore Wojcieck Kilar. L'occasione è il Festival delle Nazioni di Città di Castello, che quest'anno dedica parte del suo ricco programma di eventi alla Polonia.
Zanussi è cordiale, racconta con semplicità, passione ed ironia della sua "monogamia unilaterale" con l'amico musicista: "Tutta la mia filmografia racconta di questa monogamia artistica ; è unilaterale perché lui ogni tanto mi "tradisce" con altri registi, come Coppola o Wajda..."

"Da giovane volevo fare la rivoluzione, cambiare tutto, volevo avere prima le musiche e girare il film in un secondo momento, lasciandomi guidare dalla colonna sonora. Kilar non era d'accordo, me lo disse, ma difronte alla mia insistenza mi assecondò... fu così che, una volta girato il film, dovemmo rifare le musiche di Struttura di cristallo, dato che la mia idea non funzionava".
"La musica in un film non può essere innovativa, perché non può avere tutta l'attenzione per sé; deve far riferimento a qualcosa che lo spettatore già conosce".
Grazie Krzysztof!

PS: da domani Zanussi sarà al Festival del Cinema di Venezia per presentare Persona non grata, il suo ultimo film in concorso al Festival; Zanussi vinse il Leone d'Oro nel 1984 con L'anno del sole

lunedì 22 agosto 2005

Arte e Mistero

Un amico scienziato durante una chiacchierata mi ha riportato questo pensiero di Albert Einstein: "La cosa più bella che possiamo sperimentare è il mistero; è la fonte di ogni vera arte e di ogni vera scienza"
Ricordiamocelo!

Harper - Friedrich

mercoledì 3 agosto 2005

Movie sharing

Fino ad oggi abbiamo visto come il web stia diventando un'ottima vetrina per i filmakers, che possono raggiungere un ampio pubblico rendendo visibili in streaming le proprie opere. In realtà internet può essere uno strumento utilissimo non solo per la distribuzione, ma anche per la produzione stessa dei film. Avete presente che cos'è il software open source? E' quel software di cui è stato reso pubblico il codice sorgente, per cui chiunque abbia conoscenze di programmazione può modificare il software stesso ed eventualmente migliorarlo. Un sistema operativo come Linux è stato creato in questo modo. Ebbene, il concetto di open source può essere applicato anche alla produzione di filmati: condividendo sotto licenze di tipo Creative Commons le proprie opere, si consente agli altri utenti della rete di utilizzarle per originare nuove creazioni artistiche. Se da un lato questo approccio può dar luogo a molti timori da parte degli autori e facilitare la proliferazione incontrollata di “mostri”, dall'altro rappresenta sicuramente un'opportunità da studiare a fondo. Proprio dal mondo dei blogs è partita da qualche mese un'operazione del genere, denominata The Weblog Project, che si prefigge la produzione di un lungometraggio realizzato dai bloggers sui bloggers: ognuno di essi, in qualsiasi parte del mondo si trovi, può mettere a disposizione degli altri materiale video (interviste, ecc...) che potrà essere utilizzato per la produzione del lungometraggio finale (ri-editabile in infinite versioni differenti dai bloggers). Staremo a vedere quali saranno i risultati ottenuti.

Hydra

L'idea di distribuire la propria opera filmica in modalità open source è stata adottata anche dai ragazzi dell'associazione culturale Kentu, che nel 2000 con vero spirito da pionieri hanno realizzato il cortometraggio Hydra, rendendendolo poi disponibile su web in modalità P2P (peer to peer). Grazie ad eMule è possibile scaricare il filmato in una versione di qualità sufficiente (410 MB per 22 minuti) per poter eventualmente riutilizzare lo stesso per la creazione di nuove opere. Kentu mette a disposizione sul proprio sito diverso materiale a corredo, come immagini del backstage, sceneggiatura ed istruzioni per la realizzazione artigianale di un carrello cinematografico. Sicuramente l'idea è innovativa e simpatica, ed il corto realizzato è suggestivo e di buona fattura (tenendo conto dei mezzi tecnici utilizzati: telecamera Hi-8 ed un Pentium II per gli effetti speciali). Uno dei vantaggi del tipo di diffusione adottato (P2P) è che diversi utenti del web hanno a loro volta messo a disposizione Hydra sui propri siti, magari comprimendolo in modi differenti, e creando così una vera rete di distribuzione.
Il blog Extreme Short Movies, ad esempio, funziona come una sorta di "ripetitore" che offre visibilità ai cortometraggi tramite condivisione P2P su eMule.