"Siamo alla vigilia di una rivoluzione nel mondo della informazione", parola di Rory O’Connor, regista del documentario “Wikimentary”. Il film è stato girato a Francoforte nell’estate 2005, durante l’incontro mondiale degli wikipediani. Continua O’Connor: “Inizialmente pensavo solo di girare un documentario sul fenomeno wikipedia. Ma una volta sul posto ho pensato: Questo non è il mio film, questo è il nostro film, farò il primo wikimentary del mondo!”.
Et voilà! Tutto il materiale girato è distribuito con licenza Creative Commons su Internet Archive, in modo che chiunque possa riutilizzare le immagini, integrarle, rimontarle e creare così un nuovo film. Potenzialmente si possono montare infiniti film sul tema wikipedia, che possono variare per lunghezza, lingua, contributi sonori e visivi, un film infinito, un film condiviso. Non è il primo caso di esperimento di “movie sharing”, ma mi sembra comunque un passo importante verso l’affermazione di questa nuova “filosofia operativa”, particolarmente innovativa soprattutto in campo documentaristico, ma non solo.
Sono già disponibili un primo abstract del film, montato da Globalvision, e gli spezzoni di girato. Il problema al momento è nella risoluzione dei filmati messi a disposizione (160x120 in formato Quicktime): questo fa risparmiare tempo nel download, però la dimensione del video è troppo piccola.
mercoledì 28 dicembre 2005
mercoledì 14 dicembre 2005
Su più fronti
Ultimi giorni di postproduzione per "Mento, quindi esisto" di cui ho curato fotografia e montaggio. Il futuro prossimo si profila denso di attività: mentre Massimo Stella è a buon punto con la stesura della sceneggiatura del suo primo lungometraggio, Massimiliano Nardulli mi ha già preannunciato nuovi progetti a cui vorrebbe partecipassi.
Nel frattempo continuamo a documentarci riguardo all'evoluzione tecnologica che sta investendo il cinema. Segnalo in particolare il dibattito aperto da Shortvillage a proposito delle nuove possibilità di distribuzione dell'audiovisivo: Il domani nelle reti di vetro e di luce e Il futuro della comunicazione. Per chi è interessato al mondo HDV, sul forum di Cortoweb si sta sviluppando un interessante confronto sulla videocamera HD100 di JVC, ecco il link.
A presto!
Nel frattempo continuamo a documentarci riguardo all'evoluzione tecnologica che sta investendo il cinema. Segnalo in particolare il dibattito aperto da Shortvillage a proposito delle nuove possibilità di distribuzione dell'audiovisivo: Il domani nelle reti di vetro e di luce e Il futuro della comunicazione. Per chi è interessato al mondo HDV, sul forum di Cortoweb si sta sviluppando un interessante confronto sulla videocamera HD100 di JVC, ecco il link.
A presto!
venerdì 25 novembre 2005
Light digital - Low cost
"La tecnologia ormai è diventata velocissima nella sua evoluzione, ci ha impregnati di un'ansia di velocità che ci lascia in fondo ignoranti. Neverland vuol essere la possibilità di trovare il tempo per tornare a casa leggermente meno ignoranti", parola di Enzo Aronica, curatore di Neverland, una tre giorni romana di dibattiti, lezioni e proiezioni sul digitale. Si è partiti oggi pomeriggio con un incontro dal titolo "Light digital - Low cost": sul palco il prof. Zagarrio e i registi Federico Greco, Tino Franco e Lorenzo Bianchini; la sala è piena nonostante il diluvio e lo sciopero generale che hanno bloccato la capitale. Emerge il problema della distribuzione dei film : il cinema di genere a volte può essere un aiuto per trovare una distribuzione (Bianchini è al terzo film horror), ma il cammino è comunque denso di ostacoli. Il digitale conquista man mano terreno nelle produzioni, ma la pellicola resta favorita da una burocrazia che fatica ad adeguarsi ai tempi, per cui vidigrafare i film (con i costi aggiuntivi che comporta) sembra ancora la strada migliore per ottenere il giusto riconoscimento. Anche dare una nazionalità alla propria opera, requisito fondamentale perché possa andare nelle sale, può generare problemi di tipo sindacale se si è preferita una troupe "leggera" ad un cast tecnico composto in modo tradizionale.
Insomma: la strada è appena cominciata e c'è molto lavoro da fare, speriamo che iniziative come questa e l'intraprendenza dimostrata dai filmmakers contribuiscano a sbloccare la situazione.
Insomma: la strada è appena cominciata e c'è molto lavoro da fare, speriamo che iniziative come questa e l'intraprendenza dimostrata dai filmmakers contribuiscano a sbloccare la situazione.
mercoledì 23 novembre 2005
The Big Question
Domenica 27 Novembre , ore 21.30, presso la Casa del Cinema di Roma, verrà proiettato il documentario "The Big Question" di Francesco Cabras e Alberto Molinari. Io ho già avuto modo di vederlo in occasione del Torino Film Festival dello scorso anno e mi ha colpito molto, anche per l’approccio con cui è nato. Girato sul set di "The Passion" di Mel Gibson, dove Cabras interpretava il ladrone Gesmas, "il documentario si basa su un’idea molto semplice e nello stesso tempo abbastanza complessa: porre delle domande estremamente dirette a un campione numeroso di persone circa il proprio intimo rapporto con Dio, la spiritualità e la fede. Uno degli interrogativi è: “Chi è Dio per te”. Una domanda, banale e al contempo difficilissima, che supporrebbe forse non solo una risposta lunga ore ma probabilmente lunga una vita. L’idea e l’esperimento è quello di fotografare delle risposte immediate e più possibile prive di sovrastrutture. Utilizzare il limite apparente di un’intervista non annunciata per raggiungere brevi attimi di verità e onestà." Davanti alla telecamera della Ganga film passano veramente tutti, da Gibson alla Bellucci all’ultima comparsa; la “big question” posta spiazza alcuni, riceve risposte a volte precise a volte confuse, c’è anche chi ti commuove intonando un canto religioso-popolare. Sicuramente tocca tutti.

E' la seconda volta che Cabras e Molinari, lasciandosi provocare dalle circostanze in cui vengono a trovarsi e dimostrando grande intraprendenza, realizzano un documentario sul set di un film. La prima occasione si presentò quando Cabras fu chiamato ad interpretare un soldato italiano ne “Il mandolino del capitano Corelli” (con Nicolas Cage, Penelope Cruz e John Hurt): “Una volta sul set non ci vuole molto per capire che stava avvenendo qualcosa di molto interessante: la flemma e l'establishment anglosassone stavano sottilmente cedendo sotto l'energia di tredici giovani attori tricolori, per lo più alle prime armi. (…) Se in prima istanza l'idea era stata quella di un documentario storico che esplorasse le testimonianze greche della strage di Cefalonia, insieme alla finzione contemporanea che ne rappresentava la tragedia, subito dopo la mia attenzione si era concentrata su ciò che stava accadendo davanti ai miei occhi” (F. Cabras). E ne nacque “Italian Soldiers”.
Entrambi i documentari sono stati girati in MiniDV. Non ho avuto modo di vedere “Italian Soldiers”, ma la fotografia di “The Big Question” mi ha entusiasmato, sicuramente un esempio molto positivo di utilizzo del DV e dei mezzi che la tecnologia ci mette oggi a disposizione.
Aspettiamo nuove produzioni!
E' la seconda volta che Cabras e Molinari, lasciandosi provocare dalle circostanze in cui vengono a trovarsi e dimostrando grande intraprendenza, realizzano un documentario sul set di un film. La prima occasione si presentò quando Cabras fu chiamato ad interpretare un soldato italiano ne “Il mandolino del capitano Corelli” (con Nicolas Cage, Penelope Cruz e John Hurt): “Una volta sul set non ci vuole molto per capire che stava avvenendo qualcosa di molto interessante: la flemma e l'establishment anglosassone stavano sottilmente cedendo sotto l'energia di tredici giovani attori tricolori, per lo più alle prime armi. (…) Se in prima istanza l'idea era stata quella di un documentario storico che esplorasse le testimonianze greche della strage di Cefalonia, insieme alla finzione contemporanea che ne rappresentava la tragedia, subito dopo la mia attenzione si era concentrata su ciò che stava accadendo davanti ai miei occhi” (F. Cabras). E ne nacque “Italian Soldiers”.
Entrambi i documentari sono stati girati in MiniDV. Non ho avuto modo di vedere “Italian Soldiers”, ma la fotografia di “The Big Question” mi ha entusiasmato, sicuramente un esempio molto positivo di utilizzo del DV e dei mezzi che la tecnologia ci mette oggi a disposizione.
Aspettiamo nuove produzioni!
domenica 20 novembre 2005
Filmmaking in Italia: gioie o dolori?
"Il cinema ha solo 100 anni di vita, le altre arti ne hanno anche 5000. Il cinema è nuovo, ha bisogno di vie nuove da inventare. Non invochiamo assistenzialismo, ma inventiamoci cosa dev'essere la bottega del cinema indipendente italiano". Con queste parole di Carla Tatò, attrice e video-performer, si è chiusa ieri la tavola rotonda dal titolo "Filmmaking in Italia: gioie o dolori?", all'interno della tappa romana del Resfest, festival itinerante di cinema digitale. Sotto la guida di Massimo Curatella di CGItalia si sono alternati sul palco esperti di cinema, registi affermati, giovani filmmakers e new media designer.

Numerosi i punti toccati, ma quello che mi è risultato più interessante è stato l'invito del Prof. Marco Maria Gazzano a non fossilizzarsi solo sulle tipologie tradizionali di cinema (lungometraggio e cortometraggio), nel nome di una presunta "magia della proiezione in sala", ma ad approfondire lo studio dei nuovi canali di comunicazione quali internet, videofonini, installazioni video nelle metropolitane, ecc.
In chiusura, Carla Tatò ha ripreso questo invito, sollecitando i registi ad una maggiore libertà creativa: "Non fermatevi a pensare che ci deve essere il soggetto, che poi diventa la sceneggiatura ed infine il film. Ci vuole la capacità di un grande visionario, una capacità di fascino straordinaria. Il cinema indipendente non può essere solo un fatto produttivo! (...) Gli attori sono quelli che fanno esplodere la vostra opera, voi però dovete saperli conquistare!"
PS: su Shortvillage trovate ulteriori dettagli sulla prima parte dell'incontro, in particolare per quanto concerne gli interventi di Giuseppe Piccioni, del Prof. Gazzano e di alcuni giovani filmmakers che hanno preso parte al dibattito (Davide Marengo, Giorgio Croce Nanni, Daniele Lunghini e Alberto Gelpi).
Numerosi i punti toccati, ma quello che mi è risultato più interessante è stato l'invito del Prof. Marco Maria Gazzano a non fossilizzarsi solo sulle tipologie tradizionali di cinema (lungometraggio e cortometraggio), nel nome di una presunta "magia della proiezione in sala", ma ad approfondire lo studio dei nuovi canali di comunicazione quali internet, videofonini, installazioni video nelle metropolitane, ecc.
In chiusura, Carla Tatò ha ripreso questo invito, sollecitando i registi ad una maggiore libertà creativa: "Non fermatevi a pensare che ci deve essere il soggetto, che poi diventa la sceneggiatura ed infine il film. Ci vuole la capacità di un grande visionario, una capacità di fascino straordinaria. Il cinema indipendente non può essere solo un fatto produttivo! (...) Gli attori sono quelli che fanno esplodere la vostra opera, voi però dovete saperli conquistare!"
PS: su Shortvillage trovate ulteriori dettagli sulla prima parte dell'incontro, in particolare per quanto concerne gli interventi di Giuseppe Piccioni, del Prof. Gazzano e di alcuni giovani filmmakers che hanno preso parte al dibattito (Davide Marengo, Giorgio Croce Nanni, Daniele Lunghini e Alberto Gelpi).
giovedì 10 novembre 2005
L'immagine artistica
"L'immagine artistica è di per sé espressione
della speranza, grido della fede, e ciò è vero
indipendentemente da cosa essa esprima,
foss'anche la perdizione dell'uomo.
L'atto creativo è già di per sé una negazione
della morte. Ne consegue che esso
è intrinsecamente ottimista, anche se
in ultima analisi l'artista è una figura tragica.
Per questo non possono esserci artisti
ottimisti e artisti pessimisti.
Possono esserci solo il talento e la mediocrità"
(da: Andrej Tarkovskij, "Luce istantanea")
sabato 29 ottobre 2005
Ultimo ciak per "Mento, quindi esisto"
Sono terminate oggi le riprese di "Mento, quindi esisto", un cortometraggio di Massimiliano Nardulli e Iara Jiménez Tuzzi, a cui ho preso parte in qualità di direttore della fotografia insieme a Edoardo Emanuele. E' una storia di solitudini dalle atmosfere decisamente surreali, che strizza l'occhio da un lato alla cinematografia iberica e dall'altro a scrittori e filosofi "esistenzialisti" come Camus e Sartre. La location principale è stata il Geroa, pub basco dalla vocazione artistica, impreziosito per l'occasione da alcuni quadri di Chiara Basciano, che ha realizzato anche lo storyboard del corto.

In attesa che l'HDV raggiunga un livello di maturità e sicurezza maggiore, ci siamo "accontentati" di una Canon XL2, capace di acquisire immagini progressive in formato nativo 16:9 e dotata di una buona ottica. Ora si passa alla fase di post-produzione.
In attesa che l'HDV raggiunga un livello di maturità e sicurezza maggiore, ci siamo "accontentati" di una Canon XL2, capace di acquisire immagini progressive in formato nativo 16:9 e dotata di una buona ottica. Ora si passa alla fase di post-produzione.
martedì 25 ottobre 2005
Ritorno al CMOS
I sensori CMOS (Complementary Metal-Oxide Semiconductor), impiegati generalmente in microcamere per scopi medicali o di videosorveglianza, rappresentano un elemento di sicuro interesse nello sviluppo tecnologico attuale in campo cinematografico. Quest'estate Sony ha lanciato due handycam basate su questa tecnologia, con il vantaggio, tra l'altro, di una riduzione dei consumi. Anche la storica Arri ha preferito il CMOS al CCD (Charge Coupled Device) per la sua cinepresa digitale Arriflex D-20, con un sensore da ben 6 Megapixels delle stesse dimensioni della pellicola 35mm. Sono due casi agli estremi opposti del mercato, che fanno pensare ad una possibile rapida diffusione di questa tecnologia.

A differenza del CCD, il CMOS consente di indirizzare singolarmente ogni pixel e gode quindi di una maggiore flessibilità per quanto riguarda il frame rate ed il formato dell'immagine.
A differenza del CCD, il CMOS consente di indirizzare singolarmente ogni pixel e gode quindi di una maggiore flessibilità per quanto riguarda il frame rate ed il formato dell'immagine.
giovedì 13 ottobre 2005
All'opera!
Dopo qualche mese di relativa tranquillità, le prossime settimane si profilano particolarmente intense. Entro fine Ottobre girerò un videoclip per i Biancovento e curerò la fotografia di un cortometraggio di Massimiliano Nardulli, dai toni surreali.
Nel frattempo fervono i preparativi del primo lungometraggio di Massimo Stella: stiamo definendo quale sistema utilizzare per le riprese (scelta non facile, viste le continue evoluzioni del mercato HD) e di quali "accessori indispensabili" dotarci. In particolare stiamo approfondendo lo studio degli adattatori per l'utilizzo di ottiche 35mm sulle videocamere digitali, in modo da ottenere una messa a fuoco il più possibile espressiva.
Nel frattempo fervono i preparativi del primo lungometraggio di Massimo Stella: stiamo definendo quale sistema utilizzare per le riprese (scelta non facile, viste le continue evoluzioni del mercato HD) e di quali "accessori indispensabili" dotarci. In particolare stiamo approfondendo lo studio degli adattatori per l'utilizzo di ottiche 35mm sulle videocamere digitali, in modo da ottenere una messa a fuoco il più possibile espressiva.
martedì 20 settembre 2005
"Imprevisti" su Cortoweb.it
Da ieri Imprevisti fa parte del ricco archivio di cortometraggi visibili in streaming su Cortoweb. Questo è uno degli ultimi passi della fase di distribuzione di quest'opera, adesso è giunto il momento di dedicarsi pienamente ai nuovi progetti che si profilano all'orizzonte.
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