Mancano poche settimane per poter partecipare a VIEWFest, evoluzione italiana del festival mondiale itinerante Resfest.
"VIEWFest non è un festival come ogni altro", si legge sul sito, "non ha semplicemente una localizzazione spaziale. Piuttosto, è un nodo in una rete. Immagina una rete di festival in ogni parte del mondo, da San Paolo del Brasile a Seul, da Amsterdam a Istanbul. Ora traccia delle linee virtuali, canali di comunicazione tra tutte queste città. Il risultato è un festival mondiale, dove ogni nodo della rete è connesso a tutti gli altri. Per l'Italia, questo nodo è Torino.
Benvenuti nella nuova era dell'avanguardia del filmaking digitale. Tre giorni di film, cortometraggi, arte, video clip, musica, workshop, feste, e molto ancora, e ancora, e ancora..."
La scadenza per partecipare è fissata al 30 Aprile, è presente anche una sezione dedicata agli artisti italiani, denominata Italian Mix. Il festival si terrà a Torino nei giorni 6-7-8 giugno 2008.
domenica 6 aprile 2008
sabato 29 marzo 2008
Sat Expo: autori della fotografia a confronto
Eccomi di ritorno dal Sat Expo, dove ieri si è tenuto un interessantissimo seminario dal titolo "La fotografia cinematografica e la fotografia digitale". Riporto qui alcuni appunti, che non hanno la pretesa di essere esaustivi, ma che spero possano essere buoni spunti di riflessione ed approfondimento per tutti i filmmakers.
Dopo l'introduzione di Roberto Perpignani, presidente FIDAC, la parola è passata ai cinque autori della fotografia presenti.
Massimo Intoppa, rappresentante AIC, ha illustrato la situazione attuale del cinema italiano riportando alcuni dati riferiti al 2007: 50 progetti di fiction televisiva girati in 16mm contro solo 4 girati in digitale; 18% la percentuale dei film destinati al cinema girati in digitale.
Dopo queste cifre ha preso la parola Paolo Ferrari, che da 10 anni utilizza frequentemente formati digitali in campo cinematografico, chiarendo che occorre distinguere "tra digitale leggero, una vera rivoluzione, e digitale pesante", che cerca di imitare la pellicola. La preferenza di Ferrari è decisamente per il primo: per fare un esempio, "Cover Boy", nelle sale in questi giorni, lo ha girato in HDV nel 2005 con una Sony Z1, "che ha una qualità minima su cui occorre riflettere". "Questo tipo di cinema permette di essere strambamente più liberi. Questo è il punto che a me interessa, che ci sia una ricerca. L'unico modo in Italia per cui possiamo permetterci di portare avanti la ricerca è se entriamo a piene mani nel digitale, occorre cambiare la testa, essere più agili". Serpeggia tra gli operatori del settore il dubbio: un film girato con telecamere così economiche quale sbocco potrà avere sul mercato? Ferrari insiste: "Siamo già fuori mercato, perché far finta? Quindi possiamo permetterci di cercare una strada che ci porti in una direzione inattesa. Quando c'è ricerca c'è innovazione, c'è agilità, c'è crescita". Come risolvere il dramma disributivo monopolistico in cui ci troviamo? "Bisogna incentivare la distribuzione satellitare, in Europa l'istituzione di e-cinema è già una realtà".
La palla passa a Marco Carosi: "Il digitale leggero va a vantaggio dell'immediatezza, si riesce ad essere invisibili mentre si riprende". Carosi evidenzia il rischio di utilizzare il digitale fuori luogo. Emerge qui una certa diffidenza, condivisa tra gli autori della fotografia presenti, verso gli adattatori per ottiche cinematografiche tipo PS Technik: si rischia di appesantire un mezzo, quello digitale, che ha nell'agilità uno dei principali vantaggi, cercando di trasformare una videocamera in una cinepresa 35mm.
Davide Mancori, con gli occhi che si illuminano innamorati al solo pensiero dei colori restituiti dalla pellicola, è sincero nell'ammettere che secondo lui "l'HDV va bene per i documentari, mentre se si parla di cinema l'HD non mi ha ancora soddisfatto pienamente, per un fatto di gamma e di scala di grigi".
Interrompendo la catena di autori della fotografia, Roberto Perpignani, montatore, riprende la parola raccontando le sue prime impressioni: "Quando ho visto arrivare le prime immagini girate in digitale, mi sono chiesto se con esso poteva essere chiamato in causa un criterio diverso da quelli dell'oggettività e della verosimiglianza, come nel caso dell'interpretazione pittorica. A fronte di questa possibilità artistica, però, il mio timore era che l'abbassarsi dei costi portasse ad un fare cinema in modo approssimativo".
E' il turno di Roberto Benvenuti: "Il digitale ha aperto un mondo espressivo, ha dato la possibilità di arrivare a realizzare i nostri sogni, posto che li abbiamo. Non credo però che la sperimentazione e la ricerca debbano passare per forza dal digitale leggero, la sperimentazione non è un fatto tecnico, è un fatto espressivo. Io sono un fan dell'elettronica per quanto riguarda la postproduzione, ma non per la cattura, perché il digitale ha neri chiusi e bianchi altissimi, la pellicola ha una latitudine di posa maggiore e mi garantisce di più nel mio lavoro e questo si traduce in economia: la maggiore informazione che la pellicola riesce a salvare nelle alte e basse luci consente maggiori possibilità di intervento in postproduzione".
"Io uso i limiti del mezzo come vantaggi. Il digitale è già presente, non possiamo far finta", ribatte Paolo Ferrari, "non si tratta di discutere se un quadro è più bello di una foto, il punto è che esistono due immagini: una la chiamiamo digitale, l'altra è quella su pellicola".
giovedì 27 marzo 2008
"Fede e Fido" al RIFF 2008
Il cortometraggio "Fede e Fido" di cui ho curato la fotografia è stato selezionato per la Settima edizione dei Riff Awards 2008. Il Festival si svolgerà dal 18 al 24 Aprile presso il cinema Nuovo Olimpia a Roma. "Fede e Fido" sarà proiettato domenica 20 Aprile nella sezione Italian Short Program che inizierà alle ore 18.
mercoledì 26 marzo 2008
Sat Expo Europe 2008
Inizierà domani, 27 Marzo, alla Fiera di Roma il Sat Expo Europe 2008, Expo Internazionale sullo Spazio e le Telecomunicazioni Avanzate. La manifestazione quest'anno riserverà molta attenzione all'Alta Definizione, con convegni, seminari, proiezioni in 3D ed un'intera area, il Set HD, dedicata allo shooting di cortometraggi in HD, a cura di A.G.P.C (Associazione Giovani Produttori Cinematografici).

Qui trovate l'elenco completo degli eventi relativi all'Alta Definizione. Ci vediamo in Fiera!

Qui trovate l'elenco completo degli eventi relativi all'Alta Definizione. Ci vediamo in Fiera!
lunedì 3 marzo 2008
La conseguenza di una necessità
"Non sarà forse l'arte la conseguenza di una necessità, bella e difficile, che ci porta a tentare di fare quello che non sappiamo fare?"
"Io non rappresento, domando."
(Eduardo Chillida)
"Io non rappresento, domando."
(Eduardo Chillida)
martedì 19 febbraio 2008
And the winner is: Blu-ray Disc
Dopo che negli ultimi mesi la maggior parte dei produttori di apparecchi elettronici e dei canali di distribuzione hanno deciso di optare per il Blu-ray di Sony, Toshiba ha annunciato ufficialmente che smetterà di "sviluppare, produrre e vendere lettori e registratori HD-DVD". La produzione terminerà entro il mese di Marzo 2008, mentre verrà garantito il servizio di assistenza per gli apparecchi HD-DVD di Toshiba già in circolazione.
Da oggi quindi sappiamo su quale formato puntare per distribuire filmati realizzati in alta definizione, credo che sia un passo importante. Resta in atto invece la guerra tra i vari formati disponibili per la produzione e penso che durerà ancora a lungo; d'altronde si è sempre detto che "il mondo è bello perché è vario", no?
Da oggi quindi sappiamo su quale formato puntare per distribuire filmati realizzati in alta definizione, credo che sia un passo importante. Resta in atto invece la guerra tra i vari formati disponibili per la produzione e penso che durerà ancora a lungo; d'altronde si è sempre detto che "il mondo è bello perché è vario", no?
lunedì 18 febbraio 2008
AVCHD diventa Pro? (2)
Il sempre attento Enrico mi ha segnalato la AG-HMC150, videocamera Panasonic in uscita nei prossimi mesi, che andrà ad affiancare la AG-HMC70 tra i prodotti "prosumer" della casa giapponese che utilizzeranno il formato AVCHD.

Si tratta in questo caso di un'evoluzione di un camcorder di successo come la AG-HVX200, da cui eredita estetica e dimensioni: ne ripeterà il gradimento tra i videomakers? Le premesse ci sono, in fondo le uniche vere obiezioni che vengono mosse alla HVX200 sono il costo e la capacità delle schede P2 utilizzate, entrambi i problemi dovrebbero essere superati nel nuovo modello grazie alla scelta di un formato efficiente come l'AVCHD e di schede più diffuse come le SD. Si tratta piuttosto di verificare se il livello qualitativo delle immagini resterà all'altezza delle aspettative: impiegare in un camcorder professionale "economico" lo stesso codec DVCPRO HD utilizzato in modelli ben più costosi significa avere un flusso video meno compresso ed un campionamento cromatico 4.2:2, caratteristiche che hanno fatto la fortuna della HVX200 nelle produzioni che necessitano di chroma key ed effetti elaborati. Non credo di conseguenza che la AG-HMC150 possa mandare in pensione la sua sorella maggiore, andrà piuttosto ad affiancarla: se per spot e videoclip forse resterà preferibile la HVX200, per news e documentari certo la maggiore efficienza del codec e la più facile reperibilità delle memorie saranno a vantaggio del nuovo modello. Ecco rapidamente le altre caratteristiche annunciate della AG-HMC150: 3 sensori CCD da 1/3", ottica Leica, uscite HDMI e component, formati 1080/60i, 1080/50i, 1080/30p, 1080/25p, 1080/24p nativo; 720/60p, 720/50p, 720/30p, 720/25p, 720/24p nativo.
Si tratta in questo caso di un'evoluzione di un camcorder di successo come la AG-HVX200, da cui eredita estetica e dimensioni: ne ripeterà il gradimento tra i videomakers? Le premesse ci sono, in fondo le uniche vere obiezioni che vengono mosse alla HVX200 sono il costo e la capacità delle schede P2 utilizzate, entrambi i problemi dovrebbero essere superati nel nuovo modello grazie alla scelta di un formato efficiente come l'AVCHD e di schede più diffuse come le SD. Si tratta piuttosto di verificare se il livello qualitativo delle immagini resterà all'altezza delle aspettative: impiegare in un camcorder professionale "economico" lo stesso codec DVCPRO HD utilizzato in modelli ben più costosi significa avere un flusso video meno compresso ed un campionamento cromatico 4.2:2, caratteristiche che hanno fatto la fortuna della HVX200 nelle produzioni che necessitano di chroma key ed effetti elaborati. Non credo di conseguenza che la AG-HMC150 possa mandare in pensione la sua sorella maggiore, andrà piuttosto ad affiancarla: se per spot e videoclip forse resterà preferibile la HVX200, per news e documentari certo la maggiore efficienza del codec e la più facile reperibilità delle memorie saranno a vantaggio del nuovo modello. Ecco rapidamente le altre caratteristiche annunciate della AG-HMC150: 3 sensori CCD da 1/3", ottica Leica, uscite HDMI e component, formati 1080/60i, 1080/50i, 1080/30p, 1080/25p, 1080/24p nativo; 720/60p, 720/50p, 720/30p, 720/25p, 720/24p nativo.
venerdì 15 febbraio 2008
AVCHD diventa Pro?
Poche settimane fa, Enrico "Filenstyle" mi chiedeva: "Perchè, a tuo avviso, l'AVCHD non viene proposto nella sua architettura con camcorder più prestazionali, restando ancorato a modelli entry level??"; spulciando tra i forum mi sono accorto, in effetti, di essermi perso la notizia riguardante un modello Panasonic di prossima uscita, AG-HMC70, un camcorder spallare che propone proprio la registrazione in formato AVCHD su memorie Secure Digital (SD).

Non proprio entusiasmante nell'estetica, questa videocamera dovrebbe porsi come rivale della HVR-HD1000 di Sony: un modello "low cost, professional style", dunque, come recita una brochure Panasonic che ho letto. Ecco le principali caratteristiche: 3 CCD da 1/4", ingressi audio XLR, uscite component e composito con connettori BNC, uscita HDMI, formato 1080i, schede SD pronte a mandare in pensione il "vecchio" nastro. Ad Ottobre 2007, quando è stata data la notizia, i software in grado di editare il codec AVCHD utilizzato erano Final Cut Pro 6.01 e Canopus Edius 4.5, ma dovrebbero essercene altri. L'uscita è prevista per Aprile 2008.
Non proprio entusiasmante nell'estetica, questa videocamera dovrebbe porsi come rivale della HVR-HD1000 di Sony: un modello "low cost, professional style", dunque, come recita una brochure Panasonic che ho letto. Ecco le principali caratteristiche: 3 CCD da 1/4", ingressi audio XLR, uscite component e composito con connettori BNC, uscita HDMI, formato 1080i, schede SD pronte a mandare in pensione il "vecchio" nastro. Ad Ottobre 2007, quando è stata data la notizia, i software in grado di editare il codec AVCHD utilizzato erano Final Cut Pro 6.01 e Canopus Edius 4.5, ma dovrebbero essercene altri. L'uscita è prevista per Aprile 2008.
lunedì 11 febbraio 2008
Sony PMW-EX1 alla prova del set
A meno di due giorni dalla fine delle riprese di "Triple Trap" (titolo provvisorio), il primo lungometraggio girato in Italia con la Sony PMW-EX1, sono andato a Genova a trovare il regista Massimo Stella per sapere come si è trovato a lavorare con la nuova videocamera. Il giudizio complessivo è positivo, ma non mancano, naturalmente, i difetti. Scopriamoli insieme a Massimo...

Intervista a Massimo Stella - prima parte
Intervista a Massimo Stella - seconda parte
Intervista a Massimo Stella - prima parte
Intervista a Massimo Stella - seconda parte
domenica 3 febbraio 2008
Sony alla conquista del mercato HDV
In un momento in cui le aziende concorrenti sembrano voler tirare un po' il fiato e attendere le risposte del mercato, Sony sta sfornando una serie di nuovi modelli di videocamere HD di fascia prosumer e professionale entry level. Non tutti i nuovi prodotti, per la verità, presentano novità tecnologiche eclatanti, ma vanno nel complesso ad aumentare le possibilità di scelta da parte dei videomakers e delle emittenti televisive (e sorge spontanea la domanda: quando aumenterà l'offerta di canali in alta definizione?).

Ho già parlato di HVR-Z7E (a sinistra nella foto), camcorder HDV simile esteticamente alla PMW-EX1: 3 sensori ClearVid CMOS da 1/3", possibilità di registrazione su Compact Flash tramite adattatore, ottiche intercambiabili, registrazione 25p nativa (a differenza, ad es., della HVR-V1 che effettua una scansione progressiva, ma poi codifica le immagini come HDV 1080i), uscita HDMI, prezzo intorno ai 6000 euro. Per chi preferisce i camcorder spallari e magari necessita di maggiore autonomia di registrazione, Sony ha realizzato la HVR-S270E (al centro), che utilizza nastri di largo formato con possibilità di registrare fino a 276 min in formato HDV; 4 ingressi audio XLR, uscita HD-SDI e utilizzo di batterie da 12V sono le altre differenze rispetto alla HVR-Z7E, ad un prezzo leggermente più alto (di 100-200 euro). Decisamente più economica è invece la HVR-HD1000 (a destra), un camcorder spallare pensato per chi realizza video di cerimonie e convegni (la brochure Sony lo dichiara adatto a "users who are looking for mobility and professional appearance", quindi per chi necessita di una videocamera professionale nell'aspetto, anche se non troppo nella sostanza): un solo sensore CMOS da 1/3", ottica Zeiss non intercambiabile, ingresso audio mini-jack stereo, uscita HDMI, prezzo sui 2000 euro; è un camcorder fatto per un mercato di nicchia, per chi può spendere poco, ma ha bisogno di "vendersi" nel modo migliore possibile a clienti dall'occhio non troppo raffinato.
Con questi ultimi diventano ben 6 i modelli di camcorder professionali HDV nel listino dell'azienda giapponese. La concorrenza resterà a guardare?

Ho già parlato di HVR-Z7E (a sinistra nella foto), camcorder HDV simile esteticamente alla PMW-EX1: 3 sensori ClearVid CMOS da 1/3", possibilità di registrazione su Compact Flash tramite adattatore, ottiche intercambiabili, registrazione 25p nativa (a differenza, ad es., della HVR-V1 che effettua una scansione progressiva, ma poi codifica le immagini come HDV 1080i), uscita HDMI, prezzo intorno ai 6000 euro. Per chi preferisce i camcorder spallari e magari necessita di maggiore autonomia di registrazione, Sony ha realizzato la HVR-S270E (al centro), che utilizza nastri di largo formato con possibilità di registrare fino a 276 min in formato HDV; 4 ingressi audio XLR, uscita HD-SDI e utilizzo di batterie da 12V sono le altre differenze rispetto alla HVR-Z7E, ad un prezzo leggermente più alto (di 100-200 euro). Decisamente più economica è invece la HVR-HD1000 (a destra), un camcorder spallare pensato per chi realizza video di cerimonie e convegni (la brochure Sony lo dichiara adatto a "users who are looking for mobility and professional appearance", quindi per chi necessita di una videocamera professionale nell'aspetto, anche se non troppo nella sostanza): un solo sensore CMOS da 1/3", ottica Zeiss non intercambiabile, ingresso audio mini-jack stereo, uscita HDMI, prezzo sui 2000 euro; è un camcorder fatto per un mercato di nicchia, per chi può spendere poco, ma ha bisogno di "vendersi" nel modo migliore possibile a clienti dall'occhio non troppo raffinato.
Con questi ultimi diventano ben 6 i modelli di camcorder professionali HDV nel listino dell'azienda giapponese. La concorrenza resterà a guardare?
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