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lunedì 27 aprile 2009
GREATER in DVD
A quasi un anno dal trionfo a Cannes è uscito finalmente in DVD "GREATER-sconfiggere l'Aids", un "non-documentario" scritto e diretto da Emmanuel Exitu a cui ho partecipato in veste di operatore e montatore. L'edizione in DVD, sottotitolata in 5 lingue (italiano, inglese, francese, spagnolo, tedesco), è di fatto una extended edition rispetto a quella vista un anno fa ed è inoltre arricchita da alcuni contenuti extra. E' possibile ordinarla qui. In attesa di nuove avventure...

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lunedì 20 aprile 2009
Contorni indesiderati
Come ho scritto nel post precedente a proposito dei misteriosi aloni generati dalla Sony HVR-Z7 in condizioni di forti differenze di luce, anche la "sorella maggiore" PMW-EX1 non è esente da questo difetto. In realtà però nel caso di quest'ultima non si tratta di un alone, ma di una netta riga viola che compare sui contorni di oggetti su sfondo decisamente sovraesposto. Massimo Stella mi ha permesso di pubblicare questo still frame, tratto da una ripresa da lui realizzata con la PMW-EX1. Qui sotto vedete un dettaglio, se cliccate sopra potete vedere l'immagine intera. Guardate i bordi dei fili elettrici e della telecamera.

Difetto di compressione, problema legato al sensore Cmos o che altro?

Difetto di compressione, problema legato al sensore Cmos o che altro?
mercoledì 15 aprile 2009
Prove sul campo: Sony HVR-Z7
Ho avuto modo nelle ultime settimane di provare sul campo la Sony HVR-Z7 e di confrontarla con la mia vecchia Z1. Dal punto di vista operativo il modello più recente presenta sicuramente dei passi avanti, a partire dalla ghiera del diaframma posta finalmente dove dev'essere, direttamente sull'obiettivo, e non ridotta a minuscola rotellina; anche messa a fuoco e zoom consentono di operare in modalità realmente manuale, anche se forse la ghiera del fuoco è un po' dura, per cui si rischia sempre di trasferire un po' di vibrazioni alla camera. Purtroppo non ho avuto a disposizione obiettivi diversi da quello standard, ma il fatto di poter cambiare l'ottica è sicuramente interessante. La pasta delle immagini mi è piaciuta: i sensori CMOS restituiscono immagini più morbide e meno fredde rispetto ai CCD della Z1, con una latitudine di posa maggiore. Nelle riprese in interni con poca luce entrambe le videocamere introducono un po' di rumore video, decisamente maggiore nelle immagini catturate dalla Z1 (la Z7 di fatto è un po' più sensibile alla luce).
Il difetto principale della nuova Sony si svela nei controluce e nei contrasti molto netti: compare di colpo una specie di alone, quasi come se si fosse attivato un effetto di solarizzazione; guardate le "pennellate" azzurre generate dalla Z7 sui contorni nell'immagine sottostante. Un difetto analogo lo presenta anche la PMW-EX1, quindi credo che sia in generale un problema dei sensori CMOS impiegati.

In presenza di luci al neon inoltre, con l'otturatore in modalità automatica, è comparsa una banda gialla al centro dell'immagine, ma è stato sufficiente settare lo shutter in manuale a 50 per risolvere il problema.
Siamo rimasti molto soddisfatti invece dell'utilizzo delle schede compact flash: poter iniziare a montare fin dal giorno successivo alla fine delle riprese, avendo subito a disposizione tutte le quasi 5o ore di girato è un risultato importante. Il tempo per importare le clip su Final Cut Pro è circa un quarto del tempo che ci vorrebbe per l'acquisizione classica. Abbiamo utilizzato sia schede SanDisk Extreme III sia schede Transcend 133x, entrambe da 32GB, ed hanno fatto il loro dovere. L'unico problema l'ho riscontrato nel caso di una clip molto lunga (1h 50min) per cui a un certo punto l'importazione si blocca; purtroppo sui forum non ho trovato ancora la soluzione, qualcuno ha avuto problemi analoghi utilizzando il modulo Sony HVR-MC1K?
Il difetto principale della nuova Sony si svela nei controluce e nei contrasti molto netti: compare di colpo una specie di alone, quasi come se si fosse attivato un effetto di solarizzazione; guardate le "pennellate" azzurre generate dalla Z7 sui contorni nell'immagine sottostante. Un difetto analogo lo presenta anche la PMW-EX1, quindi credo che sia in generale un problema dei sensori CMOS impiegati.
In presenza di luci al neon inoltre, con l'otturatore in modalità automatica, è comparsa una banda gialla al centro dell'immagine, ma è stato sufficiente settare lo shutter in manuale a 50 per risolvere il problema.
Siamo rimasti molto soddisfatti invece dell'utilizzo delle schede compact flash: poter iniziare a montare fin dal giorno successivo alla fine delle riprese, avendo subito a disposizione tutte le quasi 5o ore di girato è un risultato importante. Il tempo per importare le clip su Final Cut Pro è circa un quarto del tempo che ci vorrebbe per l'acquisizione classica. Abbiamo utilizzato sia schede SanDisk Extreme III sia schede Transcend 133x, entrambe da 32GB, ed hanno fatto il loro dovere. L'unico problema l'ho riscontrato nel caso di una clip molto lunga (1h 50min) per cui a un certo punto l'importazione si blocca; purtroppo sui forum non ho trovato ancora la soluzione, qualcuno ha avuto problemi analoghi utilizzando il modulo Sony HVR-MC1K?
giovedì 19 marzo 2009
Visioni stereoscopiche
L'anno scorso al SatExpo si era acceso il dibattito tra maestri della pellicola e pionieri dell'uso del digitale nel cinema, sono bastati 12 mesi per far apparire quasi obsoleto il problema, portando alla ribalta un terzo incomodo destinato a spostare la battaglia interamente nel campo del digitale: la stereoscopia, nota ai più come "cinema 3D".
Se ne è discusso oggi al SatExpo (Roma, 19-21 Marzo 2009) durante il convegno "Eventi live via satellite 3D-HD stereo al cinema e in TV" organizzata dal 3D Stereoscopic Group (che unisce EUTELSAT, OPENSKY, DBW Communication).
Di per sé il cinema 3D non è una novità, in qualche modo la sua evoluzione ha attraversato tutto il XX secolo, ma solo ora sembra aver raggiunto un livello di maturità e qualità sufficiente per potersi davvero affermare. Attualmente molti registi americani, tra cui Steven Spielberg e Peter Jackson, stanno girando film in 3D e il numero delle sale cinematografiche in grado di utilizzare questa tecnologia è in rapida crescita anche in Italia. D'altronde, se girare un film in 3D comporta un aumento dei costi di produzione dal 10 al 30% (a seconda dell'impiego di CG nel film), lo sforzo maggiore sembra essere ripagato al botteghino, dicono i responsabili di 3DSG: "Viaggio al Centro della Terra" ha incassato il doppio dove è stato proiettato in 3D.

La tecnologia sembra aver risolto i problemi psicofisici indotti nello spettatore (nausea, mal di testa) che finora avevano frenato lo sviluppo del 3D, ma cosa significa realizzare un film stereoscopico? Si tratta di ripensare la sceneggiatura, la regia, la fotografia e la post-produzione in funzione di una percezione dello spazio totalmente differente. Se avrete modo di passare al SatExpo nei prossimi giorni potrete toccare con mano la complessità del problema. Ecco una foto che mostra uno dei sistemi di ripresa utilizzati (composto di due Sony XDCAM EX-3).

In sintesi il processo è questo: l'operatore (o meglio lo "stereografo") deve settare le due videocamere in modo che forniscano un'immagine identica (per quanto riguarda bilanciamento del bianco, esposizione, messa a fuoco, ecc...) e quindi deve decidere quale profondità dare alla scena, modificando l'angolo tra gli assi delle videocamere stesse. In questo modo farà apparire gli oggetti davanti o dietro il piano dello schermo di proiezione. Non è un procedimento proprio semplice, ma promette risultati rivoluzionari.
Se ne è discusso oggi al SatExpo (Roma, 19-21 Marzo 2009) durante il convegno "Eventi live via satellite 3D-HD stereo al cinema e in TV" organizzata dal 3D Stereoscopic Group (che unisce EUTELSAT, OPENSKY, DBW Communication).
Di per sé il cinema 3D non è una novità, in qualche modo la sua evoluzione ha attraversato tutto il XX secolo, ma solo ora sembra aver raggiunto un livello di maturità e qualità sufficiente per potersi davvero affermare. Attualmente molti registi americani, tra cui Steven Spielberg e Peter Jackson, stanno girando film in 3D e il numero delle sale cinematografiche in grado di utilizzare questa tecnologia è in rapida crescita anche in Italia. D'altronde, se girare un film in 3D comporta un aumento dei costi di produzione dal 10 al 30% (a seconda dell'impiego di CG nel film), lo sforzo maggiore sembra essere ripagato al botteghino, dicono i responsabili di 3DSG: "Viaggio al Centro della Terra" ha incassato il doppio dove è stato proiettato in 3D.

La tecnologia sembra aver risolto i problemi psicofisici indotti nello spettatore (nausea, mal di testa) che finora avevano frenato lo sviluppo del 3D, ma cosa significa realizzare un film stereoscopico? Si tratta di ripensare la sceneggiatura, la regia, la fotografia e la post-produzione in funzione di una percezione dello spazio totalmente differente. Se avrete modo di passare al SatExpo nei prossimi giorni potrete toccare con mano la complessità del problema. Ecco una foto che mostra uno dei sistemi di ripresa utilizzati (composto di due Sony XDCAM EX-3).

In sintesi il processo è questo: l'operatore (o meglio lo "stereografo") deve settare le due videocamere in modo che forniscano un'immagine identica (per quanto riguarda bilanciamento del bianco, esposizione, messa a fuoco, ecc...) e quindi deve decidere quale profondità dare alla scena, modificando l'angolo tra gli assi delle videocamere stesse. In questo modo farà apparire gli oggetti davanti o dietro il piano dello schermo di proiezione. Non è un procedimento proprio semplice, ma promette risultati rivoluzionari.
sabato 28 febbraio 2009
Stato solido

Ho da poco a disposizione il Compact Flash recorder HVR-MRC1K di Sony che, dopo essere stato lanciato in abbinamento alla videocamera HVR-Z7, da pochi mesi è acquistabile anche separatamente. In attesa di poterlo mettere alla prova con test più lunghi ed impegnativi, ho iniziato a studiarlo e a provarlo in abbinamento alla mia "vecchia" HVR-Z1 ed ho potuto così fugare alcuni dubbi che erano sorti parlandone con alcuni venditori Sony. Il CF recorder, compagno ideale dei nuovi modelli HDV della casa giapponese (HVR-Z7 e HVR-Z5), può anche essere utilizzato con i precedenti HVR-FX1 e HVR-Z1, collegandolo ad essi tramite cavetto firewire 4pin-6pin. I comandi di rec/stop vengono passati tramite firewire, per cui su scheda compact flash si ha la copia esatta di quello che si ha sul nastro. Diversamente da quanto mi era stato detto, mettendo la videocamera in modalità VCR è possibile rivedere sul viewfinder quanto è stato registrato sulla scheda, grazie all'ingresso DV-in abilitato. Come scheda non ho utilizzato quelle proprietarie Sony, ma ho "rischiato" una comune SanDisk Extreme III da 32 GB, capace di contenere fino a 2 ore e mezza di girato in HDV o in DV: dai primi test sembra tutto ok, la scheda è sufficientemente veloce. Per importare il materiale ho dovuto installare il plugin in dotazione, dopodiché basta attaccare via USB il modulo HVR-MRC1K al computer e tutto viene gestito all'interno di Final Cut, in maniera semplice e veloce. Dal punto di vista ergonomico, il CF recorder viene montato sulla slitta porta accessori della Z1: sicuramente non è il massimo per quanto riguarda l'ingombro (occorre fare attenzione a non sganciare accidentalmente il cavo firewire), ma dal punto di vista del bilanciamento pensavo peggio, soprattutto se si alimenta il HVR-MRC1K con batterie piccole e leggere come la NP-F570 (il recorder utilizza lo stesso tipo di batterie della Z1). Ora non resta che vederlo sul campo!
domenica 18 gennaio 2009
Fanmovies
Sul numero di Gennaio di Best Movie ho letto un articolo interessante sul fenomeno dei fanmovies, film realizzati per pura passione dai fans di saghe epiche tipo Guerre Stellari. Al di là dell'incredibile livello qualitativo raggiunto in alcuni casi, mi ha piacevolmente sorpreso il ruolo essenziale avuto da internet nella realizzazione degli stessi. "Internet è stato utile per realizzare il progetto per un buon 90%", ha dichiarato Angelo Licata, autore di Dark Resurrection. Come? Decine e decine di comparse reclutate via web, che si sono realizzate i costumi da sole e che si sono mosse gratis da più parti d'Italia per partecipare ad un episodio della loro saga preferita; c'è inoltre la possibilità di diventare coproduttori del film facendo una donazione sul sito.
Mi sembra un fenomeno da tenere d'occhio e da cui si può imparare molto; è sicuramente uno dei frutti della rivoluzione digitale in atto da qualche anno.
Vi lascio qualche link utile per un approfondimento:
alcuni trailers
Dark Resurrection
Metal Gear Solid Philantropy
The UFO
Mi sembra un fenomeno da tenere d'occhio e da cui si può imparare molto; è sicuramente uno dei frutti della rivoluzione digitale in atto da qualche anno.
Vi lascio qualche link utile per un approfondimento:
alcuni trailers
Dark Resurrection
Metal Gear Solid Philantropy
The UFO
venerdì 9 gennaio 2009
La terza dimensione
Quale sarà l'elemento in più che caratterizzerà il cinema nell'anno in corso? A leggere le notizie che rimbalzano sulla rete in questi giorni non sembrano esserci dubbi: è l'ora del 3D! Ci si lavora da decenni, ma proprio in questo momento storico, in cui la diffusione dell'alta definizione nelle case strappa sempre più pubblico alle sale, il vecchio cinematografo si rinnova e propone esperienze elettrizzanti, grazie ad una tecnologia rinnovata e coinvolgente. Ma c'è già chi sta lavorando per sottrarre alle sale l'esclusiva dello show e portarlo davanti alle poltrone di casa...
Seguiamo insieme questa scommessa tecnologica, a partire da questi articoli che ho "taggato" per voi su Delicious.
Seguiamo insieme questa scommessa tecnologica, a partire da questi articoli che ho "taggato" per voi su Delicious.
giovedì 1 gennaio 2009
Goodbye Blue Sky
Un breve post personale: si è chiuso un 2008 ricco di soddisfazioni e con esso ho chiuso la mia esperienza lavorativa a Sky, dopo cinque anni e cinque mesi di crescita, amicizie, discussioni, notti insonni e maratone. Inizia un 2009 nel segno dell'avventura con tanti progetti in vista e tanta voglia di rimettersi in gioco. Ne riparleremo su queste pagine...
venerdì 14 novembre 2008
RED to the future
13/11/2008, rullo di tamburi: dopo mesi di attesa RED ha svelato le principali caratteristiche dei modelli Scarlet ed Epic annunciati la scorsa primavera, misterioso oggetto del desiderio di numerosi filmakers. Svolta epocale? Modelli di nicchia destinati ad un impatto limitato sul mercato? Pensatela come volete, ma innanzitutto fate un giro attento sul sito ufficiale per capire di cosa si tratta.
Non credo che un videomaker possa restare indifferente, l'importante è capire che il mercato di riferimento di RED non è prosumer, ma realmente cinematografico, altrimenti si rischia di fare confusione: la "economica" Scarlet andrà confrontata con i sistemi Sony Cinealta e con le cineprese in pellicola 16mm e 35mm, non con le videocamere HDV, per quanto perfomanti esse siano diventate.

Chiarito questo, vediamo le novità. Ho parlato di "nuovi modelli", ma in realtà lo slogan adottato da RED dice molto di più: "Un caso estremo di personalità multiple", ossia la possibilità di personalizzare totalmente la cinepresa, cambiando non solo le ottiche, ma perfino il sensore (oltre a modulo di registrazione, viewfinder, impugnatura, ecc...). Scarlet ed Epic sono in qualche modo solo il "cervello" di un sistema di ripresa tutto da configurare: su Scarlet è possibile montare sia sensori "Mysterium-X" da 2/3" ed una risoluzione 3072x1620 pixels (3K), sia di tipo "Mysterium Monstro" (di dimensioni 36x24mm, con una superficie più ampia di quella offerta dalla pellicola 35mm) ad una risoluzione di 6000x4000 pixels (6K); con la Epic RED promette di arrivare nel 2010 fino ad una risoluzione davvero "mostruosa" di 28K!
Arrivati a leggere queste notizie, io ed un mio collega oggi eravamo in evidente stato confusionale, quindi abbiamo rinunciato ad esaminare i dettagli della Epic per ritornare sulla terra e studiare meglio la Scarlet. Essa era stata presentata negli ultimi mesi come la versione economica della primogenita RED One e questo forse aveva alimentato speranze anche eccessive. Il nucleo base della Scarlet (con sensore 2/3") dovrebbe essere venduto a 2,500$... attenzione però, per poterlo utilizzare dovrete aggiungere almeno 12,000$ o più per comprare tutti quegli "accessori necessari" di cui necessita (alimentazione, ottica, spallaccio, impugnatura, staffe, mirino, hard disk o modulo di registrazione su Compact Flash,...).
Un grande inganno, quindi? No, credo che le caratteristiche tecniche siano eccezionali per questa fascia di prezzo: cosa c'è sul mercato in questo momento che offra quanto promesso dalla Scarlet? Non si tratta solo della risoluzione 3K, ma anche della profondità di campo, della possibilità di fare rallenty perfetti fino a 120 fps, dell'utilizzo del formato RAW (con tutte le possibilità di elaborazione lossless che offre). I dubbi che rimangono sono più che altro sull'affidabilità (le prime RED One avevano gravi problemi di surriscaldamento), sull'assistenza, sull'effettiva praticità d'uso. E poi bisognerà imparare ad usarla!
Chi non vede l'ora di farlo dovrà aspettare ancora un po': i primi modelli di Scarlet ed Epic usciranno nell'estate 2009. Riusciremo ad accontentarci del 1080p per tutto il lungo inverno?
Non credo che un videomaker possa restare indifferente, l'importante è capire che il mercato di riferimento di RED non è prosumer, ma realmente cinematografico, altrimenti si rischia di fare confusione: la "economica" Scarlet andrà confrontata con i sistemi Sony Cinealta e con le cineprese in pellicola 16mm e 35mm, non con le videocamere HDV, per quanto perfomanti esse siano diventate.

Chiarito questo, vediamo le novità. Ho parlato di "nuovi modelli", ma in realtà lo slogan adottato da RED dice molto di più: "Un caso estremo di personalità multiple", ossia la possibilità di personalizzare totalmente la cinepresa, cambiando non solo le ottiche, ma perfino il sensore (oltre a modulo di registrazione, viewfinder, impugnatura, ecc...). Scarlet ed Epic sono in qualche modo solo il "cervello" di un sistema di ripresa tutto da configurare: su Scarlet è possibile montare sia sensori "Mysterium-X" da 2/3" ed una risoluzione 3072x1620 pixels (3K), sia di tipo "Mysterium Monstro" (di dimensioni 36x24mm, con una superficie più ampia di quella offerta dalla pellicola 35mm) ad una risoluzione di 6000x4000 pixels (6K); con la Epic RED promette di arrivare nel 2010 fino ad una risoluzione davvero "mostruosa" di 28K!
Arrivati a leggere queste notizie, io ed un mio collega oggi eravamo in evidente stato confusionale, quindi abbiamo rinunciato ad esaminare i dettagli della Epic per ritornare sulla terra e studiare meglio la Scarlet. Essa era stata presentata negli ultimi mesi come la versione economica della primogenita RED One e questo forse aveva alimentato speranze anche eccessive. Il nucleo base della Scarlet (con sensore 2/3") dovrebbe essere venduto a 2,500$... attenzione però, per poterlo utilizzare dovrete aggiungere almeno 12,000$ o più per comprare tutti quegli "accessori necessari" di cui necessita (alimentazione, ottica, spallaccio, impugnatura, staffe, mirino, hard disk o modulo di registrazione su Compact Flash,...).
Un grande inganno, quindi? No, credo che le caratteristiche tecniche siano eccezionali per questa fascia di prezzo: cosa c'è sul mercato in questo momento che offra quanto promesso dalla Scarlet? Non si tratta solo della risoluzione 3K, ma anche della profondità di campo, della possibilità di fare rallenty perfetti fino a 120 fps, dell'utilizzo del formato RAW (con tutte le possibilità di elaborazione lossless che offre). I dubbi che rimangono sono più che altro sull'affidabilità (le prime RED One avevano gravi problemi di surriscaldamento), sull'assistenza, sull'effettiva praticità d'uso. E poi bisognerà imparare ad usarla!
Chi non vede l'ora di farlo dovrà aspettare ancora un po': i primi modelli di Scarlet ed Epic usciranno nell'estate 2009. Riusciremo ad accontentarci del 1080p per tutto il lungo inverno?
mercoledì 5 novembre 2008
CineShow: piatto ricco a Torino
Dal 18 al 20 Novembre prossimi avrà luogo a Torino la prima edizione di CineShow, salone professionale per il cinema, la televisione e il multimedia. L'evento si preannuncia particolarmente attento alle nuove tecnologie per il cinema ed ospiterà importanti convegni e workshop su temi economici di grande attualità per i finanziamenti all'industria cinematografica, come il tax credit, il tax shelter e il product placement.
Tra gli appuntamenti più interessanti di questa tre giorni piemontese segnalo in particolare la sesta edizione delle Giornate Europee del Cinema e dell'audiovisivo, ma consiglio di leggere con attenzione tutto il programma di eventi di CineShow, davvero molto ricco.
Tra gli appuntamenti più interessanti di questa tre giorni piemontese segnalo in particolare la sesta edizione delle Giornate Europee del Cinema e dell'audiovisivo, ma consiglio di leggere con attenzione tutto il programma di eventi di CineShow, davvero molto ricco.
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