In un periodo in cui i canali di distribuzione convenzionali sembrano sempre più inaccessibili, il web costituisce una buona alternativa per raggiungere il pubblico, come abbiamo già visto nei post precedenti. Ed è il web la strada scelta da Marcellino De Baggis, regista di pubblicità, documentari e programmi tv, per dare visibilità alla sua ultima fatica: Quintosole.
Di che si tratta? "22 Luglio 2003, la squadra di detenuti del carcere di Opera viene iscritta al campionato di calcio di terza categoria.
Quintosole racconta la storia di un campionato indimenticabile". Il film ci trasporta all'interno delle mura della casa circondariale, in mezzo a secondini e detenuti, in uno spazio angusto dove nulla è scontato. Una realtà che chiede di essere scoperta e riconosciuta nella sua umanità, De Baggis la fa emergere dal buio e ci si pone difronte senza pregiudizi, raccontandola con semplicità mai banale.
Dispiace che il documentario non sia passato in tv, ma in fondo il web ne consentirà una fruizione meno distratta, con le comodità dei sistemi "on-demand". Il sito non offre la possibilità di vederlo in streaming, ma è richiesto il download (gratuito) del file. I MB da scaricare non sono pochi, ma la buona qualità della compressione DivX ripaga le attese e consente una visione ottimale. Che sia questa la soluzione per superare le difficoltà distributive in cui versa parte del cinema italiano? Sarà possibile per i filmmakers avere anche un ritorno economico sufficiente da una diffusione di questo tipo? Difficile rispondere al momento, la situazione è ancora pionieristica ma i tentativi in questa direzione sono sempre meno dei casi isolati (e ricordate quanto detto al ResFestival da Carla Tatò?).
sabato 14 gennaio 2006
giovedì 12 gennaio 2006
HD: un mercato sempre più complesso
Sanyo ha presentato una fotovideocamera HD in grado di registrare immagini progressive con risoluzione 1280x720 su memorie Secure Digital, con compressione Mpeg4. Il prezzo sul mercato americano si aggira sugli 800$. Al di là di ogni valutazione sul prodotto specifico (che non è certo pensato per i professionisti), è un ulteriore segnale di cui tener conto per comprendere l’evoluzione tecnologica del momento.

Sembra sempre più vicina la fine del nastro come supporto di memorizzazione, a favore di memorie a stato solido che consentono di evitare drop-out e, soprattutto, di velocizzare il processo di postproduzione eliminando dal vocabolario la parola “acquisizione”. Al momento le capacità raggiunte dalle schede SD sono ancora limitate e richiedono l’utilizzo di rapporti di compressione video elevati, ma questo problema è destinato a diminuire rapidamente con il passare dei mesi. La scelta del formato Mpeg4 (ricordo che l’HDV utilizza invece l’Mpeg2) è legata alle migliori performances in termini di compressione, ma lascia qualche dubbio per quanto riguarda l’editabilità delle sequenze. In campo professionale, la speranza è che aumentando le capacità dei supporti di memorizzazione diventi sempre meno necessario ricorrere a codec con rapporti di compressione così elevati (e in prospettiva la Panasonic AG-HVX200 con le sue costose P2 sembra aver fatto la scelta più azzeccata).
In conclusione: il mercato dell’Alta Definizione continua ad arricchirsi ed insieme a complicarsi all’uscita di ogni nuovo modello. Siamo evidentemente in una fase ancora sperimentale, per cui ogni nuovo prodotto apre una nuova via, accrescendo i dubbi degli utenti e i problemi di compatibilità e di rapido “invecchiamento” delle soluzioni adottate. Quanto ci vorrà ancora perché il mercato si stabilizzi?
PS: su Videomakers.net trovate il resoconto dell'HD-Day, tenutosi il 28-29 novembre 2005. Sono state messe a confronto le principali attuali "regine" dell'HD low cost: Panasonic AG-HVX200E, Sony HVR-Z1, Canon XL-H1 e JVC GY-HD100E.

Sembra sempre più vicina la fine del nastro come supporto di memorizzazione, a favore di memorie a stato solido che consentono di evitare drop-out e, soprattutto, di velocizzare il processo di postproduzione eliminando dal vocabolario la parola “acquisizione”. Al momento le capacità raggiunte dalle schede SD sono ancora limitate e richiedono l’utilizzo di rapporti di compressione video elevati, ma questo problema è destinato a diminuire rapidamente con il passare dei mesi. La scelta del formato Mpeg4 (ricordo che l’HDV utilizza invece l’Mpeg2) è legata alle migliori performances in termini di compressione, ma lascia qualche dubbio per quanto riguarda l’editabilità delle sequenze. In campo professionale, la speranza è che aumentando le capacità dei supporti di memorizzazione diventi sempre meno necessario ricorrere a codec con rapporti di compressione così elevati (e in prospettiva la Panasonic AG-HVX200 con le sue costose P2 sembra aver fatto la scelta più azzeccata).
In conclusione: il mercato dell’Alta Definizione continua ad arricchirsi ed insieme a complicarsi all’uscita di ogni nuovo modello. Siamo evidentemente in una fase ancora sperimentale, per cui ogni nuovo prodotto apre una nuova via, accrescendo i dubbi degli utenti e i problemi di compatibilità e di rapido “invecchiamento” delle soluzioni adottate. Quanto ci vorrà ancora perché il mercato si stabilizzi?
PS: su Videomakers.net trovate il resoconto dell'HD-Day, tenutosi il 28-29 novembre 2005. Sono state messe a confronto le principali attuali "regine" dell'HD low cost: Panasonic AG-HVX200E, Sony HVR-Z1, Canon XL-H1 e JVC GY-HD100E.
giovedì 5 gennaio 2006
Prima proiezione per "Mento, quindi esisto"
Terminata la postproduzione di Mento, quindi esisto. Domani, Venerdì 6 Gennaio, alle ore 18 proiezione del cortometraggio al pub Geroa di via Sinuessa, Roma. Saranno presenti gli autori Massimiliamo Nardulli e Iara Jiménez Tuzzi, oltre ad alcuni componenti del cast tecnico ed artistico.

E' una storia surreale, che ha richiesto un lungo lavoro di compositing per rendere appieno le atmosfere adeguate.
E' una storia surreale, che ha richiesto un lungo lavoro di compositing per rendere appieno le atmosfere adeguate.
mercoledì 28 dicembre 2005
Movie Sharing: "Wikimentary"
"Siamo alla vigilia di una rivoluzione nel mondo della informazione", parola di Rory O’Connor, regista del documentario “Wikimentary”. Il film è stato girato a Francoforte nell’estate 2005, durante l’incontro mondiale degli wikipediani. Continua O’Connor: “Inizialmente pensavo solo di girare un documentario sul fenomeno wikipedia. Ma una volta sul posto ho pensato: Questo non è il mio film, questo è il nostro film, farò il primo wikimentary del mondo!”.
Et voilà! Tutto il materiale girato è distribuito con licenza Creative Commons su Internet Archive, in modo che chiunque possa riutilizzare le immagini, integrarle, rimontarle e creare così un nuovo film. Potenzialmente si possono montare infiniti film sul tema wikipedia, che possono variare per lunghezza, lingua, contributi sonori e visivi, un film infinito, un film condiviso. Non è il primo caso di esperimento di “movie sharing”, ma mi sembra comunque un passo importante verso l’affermazione di questa nuova “filosofia operativa”, particolarmente innovativa soprattutto in campo documentaristico, ma non solo.
Sono già disponibili un primo abstract del film, montato da Globalvision, e gli spezzoni di girato. Il problema al momento è nella risoluzione dei filmati messi a disposizione (160x120 in formato Quicktime): questo fa risparmiare tempo nel download, però la dimensione del video è troppo piccola.
Et voilà! Tutto il materiale girato è distribuito con licenza Creative Commons su Internet Archive, in modo che chiunque possa riutilizzare le immagini, integrarle, rimontarle e creare così un nuovo film. Potenzialmente si possono montare infiniti film sul tema wikipedia, che possono variare per lunghezza, lingua, contributi sonori e visivi, un film infinito, un film condiviso. Non è il primo caso di esperimento di “movie sharing”, ma mi sembra comunque un passo importante verso l’affermazione di questa nuova “filosofia operativa”, particolarmente innovativa soprattutto in campo documentaristico, ma non solo.
Sono già disponibili un primo abstract del film, montato da Globalvision, e gli spezzoni di girato. Il problema al momento è nella risoluzione dei filmati messi a disposizione (160x120 in formato Quicktime): questo fa risparmiare tempo nel download, però la dimensione del video è troppo piccola.
mercoledì 14 dicembre 2005
Su più fronti
Ultimi giorni di postproduzione per "Mento, quindi esisto" di cui ho curato fotografia e montaggio. Il futuro prossimo si profila denso di attività: mentre Massimo Stella è a buon punto con la stesura della sceneggiatura del suo primo lungometraggio, Massimiliano Nardulli mi ha già preannunciato nuovi progetti a cui vorrebbe partecipassi.
Nel frattempo continuamo a documentarci riguardo all'evoluzione tecnologica che sta investendo il cinema. Segnalo in particolare il dibattito aperto da Shortvillage a proposito delle nuove possibilità di distribuzione dell'audiovisivo: Il domani nelle reti di vetro e di luce e Il futuro della comunicazione. Per chi è interessato al mondo HDV, sul forum di Cortoweb si sta sviluppando un interessante confronto sulla videocamera HD100 di JVC, ecco il link.
A presto!
Nel frattempo continuamo a documentarci riguardo all'evoluzione tecnologica che sta investendo il cinema. Segnalo in particolare il dibattito aperto da Shortvillage a proposito delle nuove possibilità di distribuzione dell'audiovisivo: Il domani nelle reti di vetro e di luce e Il futuro della comunicazione. Per chi è interessato al mondo HDV, sul forum di Cortoweb si sta sviluppando un interessante confronto sulla videocamera HD100 di JVC, ecco il link.
A presto!
venerdì 25 novembre 2005
Light digital - Low cost
"La tecnologia ormai è diventata velocissima nella sua evoluzione, ci ha impregnati di un'ansia di velocità che ci lascia in fondo ignoranti. Neverland vuol essere la possibilità di trovare il tempo per tornare a casa leggermente meno ignoranti", parola di Enzo Aronica, curatore di Neverland, una tre giorni romana di dibattiti, lezioni e proiezioni sul digitale. Si è partiti oggi pomeriggio con un incontro dal titolo "Light digital - Low cost": sul palco il prof. Zagarrio e i registi Federico Greco, Tino Franco e Lorenzo Bianchini; la sala è piena nonostante il diluvio e lo sciopero generale che hanno bloccato la capitale. Emerge il problema della distribuzione dei film : il cinema di genere a volte può essere un aiuto per trovare una distribuzione (Bianchini è al terzo film horror), ma il cammino è comunque denso di ostacoli. Il digitale conquista man mano terreno nelle produzioni, ma la pellicola resta favorita da una burocrazia che fatica ad adeguarsi ai tempi, per cui vidigrafare i film (con i costi aggiuntivi che comporta) sembra ancora la strada migliore per ottenere il giusto riconoscimento. Anche dare una nazionalità alla propria opera, requisito fondamentale perché possa andare nelle sale, può generare problemi di tipo sindacale se si è preferita una troupe "leggera" ad un cast tecnico composto in modo tradizionale.
Insomma: la strada è appena cominciata e c'è molto lavoro da fare, speriamo che iniziative come questa e l'intraprendenza dimostrata dai filmmakers contribuiscano a sbloccare la situazione.
Insomma: la strada è appena cominciata e c'è molto lavoro da fare, speriamo che iniziative come questa e l'intraprendenza dimostrata dai filmmakers contribuiscano a sbloccare la situazione.
mercoledì 23 novembre 2005
The Big Question
Domenica 27 Novembre , ore 21.30, presso la Casa del Cinema di Roma, verrà proiettato il documentario "The Big Question" di Francesco Cabras e Alberto Molinari. Io ho già avuto modo di vederlo in occasione del Torino Film Festival dello scorso anno e mi ha colpito molto, anche per l’approccio con cui è nato. Girato sul set di "The Passion" di Mel Gibson, dove Cabras interpretava il ladrone Gesmas, "il documentario si basa su un’idea molto semplice e nello stesso tempo abbastanza complessa: porre delle domande estremamente dirette a un campione numeroso di persone circa il proprio intimo rapporto con Dio, la spiritualità e la fede. Uno degli interrogativi è: “Chi è Dio per te”. Una domanda, banale e al contempo difficilissima, che supporrebbe forse non solo una risposta lunga ore ma probabilmente lunga una vita. L’idea e l’esperimento è quello di fotografare delle risposte immediate e più possibile prive di sovrastrutture. Utilizzare il limite apparente di un’intervista non annunciata per raggiungere brevi attimi di verità e onestà." Davanti alla telecamera della Ganga film passano veramente tutti, da Gibson alla Bellucci all’ultima comparsa; la “big question” posta spiazza alcuni, riceve risposte a volte precise a volte confuse, c’è anche chi ti commuove intonando un canto religioso-popolare. Sicuramente tocca tutti.

E' la seconda volta che Cabras e Molinari, lasciandosi provocare dalle circostanze in cui vengono a trovarsi e dimostrando grande intraprendenza, realizzano un documentario sul set di un film. La prima occasione si presentò quando Cabras fu chiamato ad interpretare un soldato italiano ne “Il mandolino del capitano Corelli” (con Nicolas Cage, Penelope Cruz e John Hurt): “Una volta sul set non ci vuole molto per capire che stava avvenendo qualcosa di molto interessante: la flemma e l'establishment anglosassone stavano sottilmente cedendo sotto l'energia di tredici giovani attori tricolori, per lo più alle prime armi. (…) Se in prima istanza l'idea era stata quella di un documentario storico che esplorasse le testimonianze greche della strage di Cefalonia, insieme alla finzione contemporanea che ne rappresentava la tragedia, subito dopo la mia attenzione si era concentrata su ciò che stava accadendo davanti ai miei occhi” (F. Cabras). E ne nacque “Italian Soldiers”.
Entrambi i documentari sono stati girati in MiniDV. Non ho avuto modo di vedere “Italian Soldiers”, ma la fotografia di “The Big Question” mi ha entusiasmato, sicuramente un esempio molto positivo di utilizzo del DV e dei mezzi che la tecnologia ci mette oggi a disposizione.
Aspettiamo nuove produzioni!
E' la seconda volta che Cabras e Molinari, lasciandosi provocare dalle circostanze in cui vengono a trovarsi e dimostrando grande intraprendenza, realizzano un documentario sul set di un film. La prima occasione si presentò quando Cabras fu chiamato ad interpretare un soldato italiano ne “Il mandolino del capitano Corelli” (con Nicolas Cage, Penelope Cruz e John Hurt): “Una volta sul set non ci vuole molto per capire che stava avvenendo qualcosa di molto interessante: la flemma e l'establishment anglosassone stavano sottilmente cedendo sotto l'energia di tredici giovani attori tricolori, per lo più alle prime armi. (…) Se in prima istanza l'idea era stata quella di un documentario storico che esplorasse le testimonianze greche della strage di Cefalonia, insieme alla finzione contemporanea che ne rappresentava la tragedia, subito dopo la mia attenzione si era concentrata su ciò che stava accadendo davanti ai miei occhi” (F. Cabras). E ne nacque “Italian Soldiers”.
Entrambi i documentari sono stati girati in MiniDV. Non ho avuto modo di vedere “Italian Soldiers”, ma la fotografia di “The Big Question” mi ha entusiasmato, sicuramente un esempio molto positivo di utilizzo del DV e dei mezzi che la tecnologia ci mette oggi a disposizione.
Aspettiamo nuove produzioni!
domenica 20 novembre 2005
Filmmaking in Italia: gioie o dolori?
"Il cinema ha solo 100 anni di vita, le altre arti ne hanno anche 5000. Il cinema è nuovo, ha bisogno di vie nuove da inventare. Non invochiamo assistenzialismo, ma inventiamoci cosa dev'essere la bottega del cinema indipendente italiano". Con queste parole di Carla Tatò, attrice e video-performer, si è chiusa ieri la tavola rotonda dal titolo "Filmmaking in Italia: gioie o dolori?", all'interno della tappa romana del Resfest, festival itinerante di cinema digitale. Sotto la guida di Massimo Curatella di CGItalia si sono alternati sul palco esperti di cinema, registi affermati, giovani filmmakers e new media designer.

Numerosi i punti toccati, ma quello che mi è risultato più interessante è stato l'invito del Prof. Marco Maria Gazzano a non fossilizzarsi solo sulle tipologie tradizionali di cinema (lungometraggio e cortometraggio), nel nome di una presunta "magia della proiezione in sala", ma ad approfondire lo studio dei nuovi canali di comunicazione quali internet, videofonini, installazioni video nelle metropolitane, ecc.
In chiusura, Carla Tatò ha ripreso questo invito, sollecitando i registi ad una maggiore libertà creativa: "Non fermatevi a pensare che ci deve essere il soggetto, che poi diventa la sceneggiatura ed infine il film. Ci vuole la capacità di un grande visionario, una capacità di fascino straordinaria. Il cinema indipendente non può essere solo un fatto produttivo! (...) Gli attori sono quelli che fanno esplodere la vostra opera, voi però dovete saperli conquistare!"
PS: su Shortvillage trovate ulteriori dettagli sulla prima parte dell'incontro, in particolare per quanto concerne gli interventi di Giuseppe Piccioni, del Prof. Gazzano e di alcuni giovani filmmakers che hanno preso parte al dibattito (Davide Marengo, Giorgio Croce Nanni, Daniele Lunghini e Alberto Gelpi).
Numerosi i punti toccati, ma quello che mi è risultato più interessante è stato l'invito del Prof. Marco Maria Gazzano a non fossilizzarsi solo sulle tipologie tradizionali di cinema (lungometraggio e cortometraggio), nel nome di una presunta "magia della proiezione in sala", ma ad approfondire lo studio dei nuovi canali di comunicazione quali internet, videofonini, installazioni video nelle metropolitane, ecc.
In chiusura, Carla Tatò ha ripreso questo invito, sollecitando i registi ad una maggiore libertà creativa: "Non fermatevi a pensare che ci deve essere il soggetto, che poi diventa la sceneggiatura ed infine il film. Ci vuole la capacità di un grande visionario, una capacità di fascino straordinaria. Il cinema indipendente non può essere solo un fatto produttivo! (...) Gli attori sono quelli che fanno esplodere la vostra opera, voi però dovete saperli conquistare!"
PS: su Shortvillage trovate ulteriori dettagli sulla prima parte dell'incontro, in particolare per quanto concerne gli interventi di Giuseppe Piccioni, del Prof. Gazzano e di alcuni giovani filmmakers che hanno preso parte al dibattito (Davide Marengo, Giorgio Croce Nanni, Daniele Lunghini e Alberto Gelpi).
giovedì 10 novembre 2005
L'immagine artistica
"L'immagine artistica è di per sé espressione
della speranza, grido della fede, e ciò è vero
indipendentemente da cosa essa esprima,
foss'anche la perdizione dell'uomo.
L'atto creativo è già di per sé una negazione
della morte. Ne consegue che esso
è intrinsecamente ottimista, anche se
in ultima analisi l'artista è una figura tragica.
Per questo non possono esserci artisti
ottimisti e artisti pessimisti.
Possono esserci solo il talento e la mediocrità"
(da: Andrej Tarkovskij, "Luce istantanea")
sabato 29 ottobre 2005
Ultimo ciak per "Mento, quindi esisto"
Sono terminate oggi le riprese di "Mento, quindi esisto", un cortometraggio di Massimiliano Nardulli e Iara Jiménez Tuzzi, a cui ho preso parte in qualità di direttore della fotografia insieme a Edoardo Emanuele. E' una storia di solitudini dalle atmosfere decisamente surreali, che strizza l'occhio da un lato alla cinematografia iberica e dall'altro a scrittori e filosofi "esistenzialisti" come Camus e Sartre. La location principale è stata il Geroa, pub basco dalla vocazione artistica, impreziosito per l'occasione da alcuni quadri di Chiara Basciano, che ha realizzato anche lo storyboard del corto.

In attesa che l'HDV raggiunga un livello di maturità e sicurezza maggiore, ci siamo "accontentati" di una Canon XL2, capace di acquisire immagini progressive in formato nativo 16:9 e dotata di una buona ottica. Ora si passa alla fase di post-produzione.
In attesa che l'HDV raggiunga un livello di maturità e sicurezza maggiore, ci siamo "accontentati" di una Canon XL2, capace di acquisire immagini progressive in formato nativo 16:9 e dotata di una buona ottica. Ora si passa alla fase di post-produzione.
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